Il principio di causa ed effetto.
Il capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Stefano Galli, commenta alcune dichiarazioni del ministro della salute, Livia Turco, sulle polemiche derivanti dalla morte di un quindicenne milanese a scuola, forse dovuta all'assunzione di stupefacenti, e sulla proposta venuta dal sindaco di Milano di distribuire ai genitori degli studenti milanesi un kit anti-droga.
'Quando al telegiornale ho sentito Livia Turco affermare che, in fatto di droghe, 'si tratta di dire ai nostri ragazzi che qualunque sostanza fa male' ho davvero fatto fatica a crederci. Che ipocrisia!'.
'Lo stesso ministro che a novembre ha raddoppiato l'uso consentito di cannabis, adesso, dopo l'ennesimo e luttuoso fatto di cronaca, condanna apertamente l'uso di spinelli e raccomanda alle famiglie il kit anti-droga proposto dalla Moratti. Un atteggiamento indubbiamente incoerente e pericoloso da parte di chi dovrebbe invece tutelare la salute nostra e dei nostri ragazzi'.
'Ministri come Livia Turco, messi di fronte ad episodi come quello del ragazzo morto dopo uno spinello, dovrebbero rassegnare le dimissioni, come probabilmente sarebbe accaduto in qualsiasi altro Paese europeo.
Ma qui siamo in Italia, e per mantenere la poltrona si e' disposti a tutto ed e' sufficiente fare dichiarazioni completamente in contrasto con quanto si e' sostenuto fino al giorno prima'.
In genere quando il Salvatore legge dichiarazioni del genere propende sempre per la
malafede: difficilmente un politico è tanto coglione da dire castronerie senza un fine ben determinato. Questo approccio, quando si tratta di esponenti della Lega, può generare paradossi e confusione nella mente già provata del Salvatore: interpretazioni che sono probabile conseguenza del pregiudizio generato dal guardare in faccia gente come Borghezio, il Bossi prima e dopo il trattamento divino, Calderon de Calderoli e compagnia. Nell'era dell'apparire cui il Salvatore aderisce in toto o almeno in parte, ma forse no, sembrano
bifolchi partoriti dalle menti dei
fratelli Cohen. Minus habens come
Tarek ma moooolto più cattivi. Sia come sia, sospendendo il giudizio sul signor Galli che magari è una persona ammodino, limitiamoci ad analizzare i fatti: i medici interrogati escludono che la causa della morte del ragazzo sia direttamente riconducibile all'assunzione di hashish o marijuana. Per loro parlano, oltre che la storia umana dai tempi di Erodoto per chi l'ha studiata (Galli, batta un colpo..), gli studi e le casistiche: non si è mai registrato un decesso in conseguenza del consumo di marijuana o hashish.
Ciò detto, che poi si accusa il Salvatore di essere didascalico, distinguiamo magari tra "
spinello", "
erba" e "
hashish": forse il capogruppo ignora che in uno spinello si possono infilare, più o meno volontariamente, molte sostanze (c'è chi usa l'olio di hashish spalmato sulla cartina, chi la bagna con saliva e la passa sopra strisce di coca..). Se non l'hai rollata da solo, non sei sicuro di cosa contiene: questo è il primo punto, e su questo si dovrebbe fare una campagna di educazione più o meno seria. La droga reperibile sul mercato clandestino è inoltre frequentemente "tagliata", allungata o amalgamata con altre sostanze (questo è vero in particolare per l'hashish, rispetto alla marijuana). Le sostanze in questione, che non sto qua a elencare ma che comprendono residui di gomme, materiali plastici, ammoniaca e altri solventi, sono nocive per l'organismo umano ben più dell'hashish in sé. Se dunque il poveraccio è morto, e se la causa è lo spinello (l'autopsia non è stata in grado di dirci nulla in proposito, ma
a Galli questo non interessa e noi ci allineiamo alla sua corrente di pensiero, navigando a braccia per poter dire qualsiasi cosa ci passi per la mente) bisogna poi andare nel particolare e capire cosa, all'interno dello spinello, ha causato quel che ha causato (se ha causato qualcosa). In quest'ottica, e qui stiamo speculando perché di certezze non ne abbiamo (cosa che Galli non tiene in considerazione, ma lui è un politico e non un uomo reale, ergo può fare ciò che crede senza renderne conto ad altri che ai suoi accoliti), ci sarebbe piuttosto da domandarsi se non sia il caso di garantire, a coloro che non possono farne a meno, l'accesso a sostanze la cui composizione non metta a repentaglio la loro salute a loro insaputa (additivi). Sarebbe sufficiente liberalizzare la coltivazione per uso personale, tanto per fare un esempio tra i mille: niente più intrugli, niente più spaccio di marijuana o hashish (l'hashish autoprodotto soppianterebbe quello reperibile per le strade nel giro di venti minuti, giuro). Con buona pace di quei
milioni di bastardi immigrati che ci rovinano i figli. Però, come ben sappiamo grazie alla Giovanrdi-Fini, la marijuana è droga in tutto e per tutto analoga a eroina, LSD, ecstasy, crack, met, ice, oppio, cocaina,
psilocibina (quela dei funghetti, si'), amanita muscaria,
henbane, eccetera, fino al caro vecchio e mai toppo sperimentato peyote. L'alcol si salva, sbadataggine frutto di una cordata e di poteri oscuri le cui radici affondano nella notte dei tempi, prima del sacro romano impero, e che arrivano ai nostri produttori di vino "toscani" (in realtà si tratta quasi sempre di rockstar o registi americani in vacanza perenne sulle colline senesi, talvolta di ereditiere o rampolli con 4 cognomi, pessimi ma famosi scrittori: si salva solo il Tavernello, in fondo).
Dunque, pare più saggio mettere tutto sullo stesso piano, vietare e relegare al mercato clandestino, non istruire i potenziali consumatori (per i quali, ovviamente, reperire e utilizzare l'una o l'altra sostanza non fa differenza visto che dipende dal mercato "unificato" dalla tabella unica, il quale appiattisce tanto le pene quanto i costi sul mercato). E continuare a sparare stronzate: se la Turco afferma che la droga fa male, diventa una ipocrisia perché al contempo ne auspica una (parziale?) liberalizzazione. Dunque mi vien da pensare che montare cinture di sicurezza e un airbag in un'auto da 160 Cv sia un atto ipocrita, visto che dall'altra parte si lancia il guidatore incontro a morte quasi certa.
Alle soglie del 2012, in un paese in cui gli imprenditori si comportano ancora da padri di famiglia coi dipendenti e alle cene offrono loro vini pregiati e grappe sopraffine, in cui la politica non è più in grado di controllare le proprie posizioni né di dar loro uno spessore che le faccia resistere più del tempo che intercorre tra una smentita e l'altra, un giovane muore dopo aver fatto colazione, dopo aver studiato, dopo essere stato nel traffico, dopo aver bevuto una coca e
fumato uno spinello: con le percentuali di consumatori che abbiamo nel mondo, chiedo al povero Galli, se ne è in grado visto che probabilmente la matematica non è il suo forte, di fare alcuni semplici calcoli, così potrà affermare di fronte ai microfoni che il XX% delle persone che muoiono, prima di morire, ha fumato uno spinello.
Un'ecatombe di morti, il Salvatore ci scommette perché
ha gli occhi aperti (scommette pure una birra che Galli di questo link non aveva mai sentito parlare) e vede che molti -
troppi - fumano, un'ecatombe come non la si vedeva dai bei tempi delle crociate o della
peste bubbonica. Starà a quelli che ragionano come lui, e ne è pieno il mondo nonostante siamo a un passo dalla fine, trarre le conclusioni più variegate: la logica è ormai un'opzione, un desueto meccanismo del pensiero soppiantato da nuove forme di elaborazione, più elementari, comprensibili, adatte al pubblico distratto di fine millennio sempre assetato di emozioni. Fino all'ultima,
definitiva emozione.
Tag: salvatore