In breve.Il Salvatore ogni giorno studia i suoi colleghi, cerca, in qualche modo e se vogliamo, di apprenderne i segreti e ampliarne il messaggio: il Salvatore sostanzialmente si propone di salvare i salvatori allitterando. E così, non troppo per caso, il Salvatore incontra nuovamente il valido generale Manuel Garcia Ruiz e gli domanda come stanno procedendo i lavori di redenzione.
Nonostante i
7.000 uomini che ho dislocato due settimane fa per combattere la violenza del narcotraffico negli stati di Michoacan e Sinaloa - risponde il generale dal sito dell'
Aduc - tra domenica e ieri (25/12,
n.d.S.) i killer delle diverse bande hanno
ucciso 17 persone. Ad Acapulco, nello stato di Guerrero, colmo come sempre di turisti, alle prime ore dell'alba di domenica due sconosciuti sono entrati in un bar del centro e invece di ordinare un caffè hanno lanciato due granate, una delle quali e' esplosa provocando
11 feriti, due dei quali gravi. Si aggiunga che un giovane di 25 anni e un poliziotto sono stati
assassinati ieri a Uruapan, nello stato di Michoacan, dove, quattro giorni fa, ho lanciato la seconda fase dell'operazione congiunta antinarcotraffico. In pratica, stiamo assistendo a una sfida delle bande contro l'inedita iniziativa del Governo per arginare l'incessante violenza che, nel corso di quest'anno, ha gia' registrato
565 morti, 38 dei quali poliziotti.
Il risultato delle strategie elaborate dal valoroso Ruiz è dunque
un'interessante ecatombe finanziata dai contribuenti, una catena di morte i cui anelli sono spesso ignari cittadini che di droga non vorrebbero nemmeno sentir parlare. Forte dei successi riscontrati, dopo i 7.000 militari inviati tre settimane fa nello stato di Michoacan, zona ovest del Paese, per arginare il narcotraffico e la feroce violenza che lo caratterizza, il governo del presidente Felipe Calderon (de' Calderoli?) ne ha dislocati oggi altri 3.300 nello stato di Tijuana, allo scopo di affrontare il cartello dei fratelli Arellano Felix, da anni la piu' potente organizzazione messicana che controlla l'invio della droga negli Stati Uniti.
Non permetteremo che nessuno stato sia ostaggio della malavita organizzata, ha assicurato il ministro degli interni, Francisco Ramirez Acuna nel dare il via all'operazione, che, tra l'altro, conta su 21 aerei, 9 elicotteri e 28 imbarcazioni. Al di la' degli ingenti carichi di ogni sorta di droga diretti per lo piu' negli Usa, solo l'anno scorso, nello stato di Tijuana, nella
lotte tra bande rivali vi sono stati
530 morti. Facciamo due conti, un esercizio mentale.
In proposito, ieri (02/01/006,
n.d.S.), la Commissione per la sicurezza pubblica della Camera dei deputati, ha reso pubblico un documento in cui si afferma che nei sei anni (2001-2006) del mandato del capo dello stato Vicente Fox, gli scontri tra i cartelli della droga e dei loro killer contro le forze dell'ordine hanno provocato 9.000 vittime, la meta' delle quali nello stato di Michoacan.
A poco a poco, strapperemo dalle mani della malavita organizzata le nostre strade e le nostre città, ha assicurato alla tv Calderon de' Calderoli, mentre il deputato Franciscos Santos, del Partito della rivoluzione democratica (Prd) di sinistra e membro della Commissione ha riconosciuto che l'operativo in corso nella regione di Michoacan
ha già un po' ridotto il numero degli omicidi da narcotraffico.
Bene, diventiamo seriamente verbosi: ipotizzando un bel
530 morti X 6 anni, otteniamo la scoraggiante cifra di
poco più di 3000 morti: grazie all'intervento dell'esercito però, ai morti nelle lotte tra bande possiamo aggiungere quelli delle forze dell'ordine, quelli procurati direttamente da forze governative, quelli che passavano lì per caso durante una ritorsione, l'ennesimo attentato dei narcos contro lo stato (?). Ecco che finalmente intravediamo la via che può dar ragione di quei
9000 corpi senza vita.
La qual cosa, inevitabilmente, seppellisce la mente ottenebrata del Salvatore sotto una cornucopia di domande senza risposta: sarebbero morte lo stesso, quelle 6000 persone in più, se il generalissimo avesse considerato di avere ancora solo sei anni di vita e avesse preferito investire i suoi lauti stipendi in una lunga vacanza in qualche paradiso tropicale? Se Garcia Ruiz non fosse esistito, o se per assurdo le droghe fossero state
legali e il loro mercato libero come quello delle non meno pericolose autovetture, avremmo avuto più o meno morti? Quanto sarebbe costata l'operazione ai contribuenti? Di più o di meno? Sarebbe stato possibile piegare i narcotrafficanti (a quel punto narcocommercianti) al pagamento delle tasse? Quelle tasse, avrebbero potuto aiutare alcuni di quei (mica tanti, purtroppo) tossicodipendenti davvero intenzionati a cessare la loro dipendenza? Come sarebbero state impiegate le forze di polizia e dell'esercito, gli aerei e gli elicotteri di cui costoro, per combattere la guerra contro la realtà, hanno sempre maggior bisogno? La
guerra alla droga è solo un benefico mezzo per la creazione di posti di lavoro legali (polizia) a scapito del lavoro nero (narcotraffico)? La polizia ed il governo messicani combattono il narcotraffico per aiutare la società o per aiutare la polizia e il governo? La negazione di un dato di fatto, l'imposizione di modelli comportamentali in conflitto con la naturale espressione della società in cui si muove l'individuo, l'imposizione della democrazia, sono sogni davvero realizzabili a suon di morti, miliardi di dollari, giubbotti antiproiettile e voli a bassa quota? Se così fosse, riusciremo in soli sei anni ad estirpare il cancro della droga dalla nostra società, ad abolire ogni forma di tirannia, a fermare l'escalation di violenza, omicidi e rapine che va avanti dal pliocene?
Il problema della droga è vivo anche qua da noi, in Italia, e non è certo l'unico. Cosa accadrà quando il governo italiano deciderà di mettere fine alla
ecatombe d'asfalto, quando deciderà di puntare elicotteri e fucili contro i responsabili di 617 incidenti stradali giornalieri, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di 860? Nel 2005 si sono verificati più di 225 mila incidenti stradali, che hanno provocato il
decesso di più di 5 mila persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità: a quando un giro di vite contro gli autotrafficanti? Ommioddio, pensa il Salvatore, c'è da pensare anche all'alcool: l’assunzione eccessiva di alcool provoca, ogni anno in Italia, il decesso di circa 30 mila persone. A quando
reparti speciali anti-osteria? E poi, e poi c'è il fumo, anzi ci sono i fumi quelli attivi e quelli passivi - nonostante le lodevoli imprese dei precedenti governi - che mietono ogni anno 53000 (!) anime (non è dato comprendere se il dato distingua morti per fumo passivo di sigaretta da morti da fumo passivo di smog, né se esitano fumatori attivi di smog).
Beh, vedremo, pensa il Salvatore: intanto combattiamo la droga con tutte le armi, ovunque e senza sosta dall'Afghanistan al Messico, diciamo no (e un forte no) a quel massacro che in Italia vede coinvolti anche
3.800.000 (!!!) pacifici consumatori di cannabis (mai un decesso, ma questa è storia e non fantastatistica per cui non conta), una piaga che in Italia ha registrato nel 2005 un numero di
cadaveri per overdose pari a 603 (
vedi pubblicazione sul sito del governo). Solo s-e-i-c-e-n-t-o-t-r-e?! Deve esserci un errore, è un numero quasi deludente considerando che ogni anno, in Italia, 29 mila persone
cominciano ad abusare di eroina e 9 mila di cocaina (si stima il parco consumatori di cocaina intorno alle 700.000 unità ). Così deludente che quasi vien voglia di farsi. In effetti bisognerebbe sommare i morti in conseguenza anche indiretta, e si tornerebbe così a parlare di autovetture, psicofarmaci che ti addormentano sul lavoro e della detestabile velocità del mondo moderno, delle rapine finite male e dei drogati che muoiono per caso ma che drogati restano pure dopo morti, a beneficio delle statistiche.
Il Salvatore vorrebbe far scomparire le droghe e tutti i morti ma non sa come fare, così, per ora senza risposte, contempla le statistiche e si fa due conti in tasca, bestemmia forte contro il cielo tra una percentuale e l'altra, torna nella sua grotta a meditare, elaborare, cercare la via nel mare dei numeri e dei segni. Altri salvatori armano gli eserciti e riempiono le carceri.
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