C.M. #22
"Anima in carbonio", che chiude l'ultima trilogia di Francesco Innanziadio, è stato in testa alle classifiche di vendita del 1° maggio. L'incomprensibile vena ironica dei precedenti lavori del pluripremiato autore è, in questo caso, del tutto asservita alle più bieche logiche di mercato: i due motociclisti, che avevamo lasciato in preda a terribili allucinazioni indotte dalla mescalina al termine del precedente invendutissimo "Destino di ferro", si troveranno una volta ancora a fare i conti col perfido Zev Kabrisky, confinati all'interno di un autodromo post-atomico, sorvegliato dal temuto Cancello Senziente. Comunque da leggere.
(da "Cronache minime")
Commenti
C.M. #21
Paolo sta viaggiando a centotrenta sull'autostrada, pioviscola. Giusto dietro una curva appare una fila. La frenata non è impossibile, anche se brusca, quindi rallenta con una certa sicurezza e si ferma a pochi metri dal furgone di fronte. Quando d'istinto guarda nello specchietto retrovisore, trecento metri indietro vede una forma impossibile. Sembra un ippopotamo sul ghiaccio, un ippopotamo in preda al panico. E' a questo punto che Paola si rende conto che è un camion. Lo vede ribaltarsi, il cassone si divide dalla cabina. Questa sfonda il guardarail e finisce nei campi sottostanti con un tuffo magnifico. Paolo guarda il cassone continuare la sua scivolata nello specchietto retrovisore: sta diventando sempre più grande.
(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
C.M. #20
Quando dopo tutto quel tempo rivide per caso il padre, Vincenzo Del Cima non riuscì a credere ai propri occhi: all'età di quarantotto anni, faceva ancora la spogliarellista.
(da "Cronache minime")
C.M. #19
Una mattina Fausto ha aperto il ripostiglio, ha preso un martello ed è sceso di sotto. A quel punto ha messo in pratica il piano che aveva concepito, per scherzo, assieme all'amante.
(da "Cronache minime")
C.M. #18
La nuova pubblicità della macchina dei sogni è azzeccata, non c'è che dire. La modella pare maiala al punto da far supporre che ti vendano anche lei, con il mezzo. E il cartellone gigante, in bella mostra nella sala d'attesa dell'aeroporto, ha certamente una funzione subliminale. E infatti Giovanni entra in bagno e si masturba. Quando esce, due uomini si stanno lavando le mani. Non si girano, ma a lui sembra che quello di destra lo abbia osservato, nel riflesso dello specchio. Giovanni và all'imbarco. Fra trenta minuti, sul sedile accanto al suo, conoscerà l'ultima persona della sua vita, Anna.
(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
C.M. #17
Silvano non l'avrebbe mai immaginato. Finire manganellato nel 2007, in piena democrazia dell'alternanza, mentre sei lì che ti fai i cazzi tuoi. Come ai tempi dei fascisti, anzi peggio: magari avessi la possibilità di schierarmi da qualche parte. Tempi moderni, pensa appena un attimo prima di perdere conoscenza: i carabinieri e i celerini sono figli della politica, non hanno più alcun colore e menano a caso.
(da "Cronache minime")
C.M. #16
Avvolto da un'onda elettromagnetica il surfista cosmico è testé scomparso, inghiottito dall'infinito.
(da "Cronache minime")
C.M. #15
Guido Bulleri è come al solito assorto nel suo esercizio preferito: dare un nome a tutte le persone che vede sfrecciare al di là del finestrino. Tutto a un tratto lo scompartimento si riempie di transessuali. Il commercialista patavino, dopo un comprensibile attimo di smarrimento, prova invano a comprendere di cosa stiano discutendo, così animataemente. Ecco, - pensa senza riuscire a comprendere granché - Agnes, Imaculada, Pilar, Dulce... Soraia e Mota. Ma sarà davvero un nome brasiliano, Mota? Comunque non ci piove, sono brasiliani, perché di portoghesi così belli non se ne sono mica mai visti.
(da "Cronache minime")
C.M. #14
Guida lentamente, dalla costa all'entroterra, appesantito dallo spuntino. Alle spalle lascia un sole indeciso. Di fronte, una muraglia di nubi scure, compatte, per nulla invitanti. A pochi chilometri dall'ufficio si ritrova sulla linea di confine: scompaiono le persone, scompaiono le ombre, compare qualche ombrello, e subito le prime gocce prendono a colpire il parabrezza. Ancora qualche metro e il suo sguardo viene irrimediabilmente attratto da un mezzo arcobaleno all'orizzonte, ne segue la curva e lo immagina proseguire. Come per incanto, alla sua sinistra, l'arcobaleno interrotto riprende vita e conclude il suo arco, lontano, dietro ai palazzi. Grossi chicchi di grandine stanno ora martellando la carrozzeria, sullo sfondo nero si alternano saette e schianti secchi che nemmeno la radio a tutto volume riesce a coprire. Edoardo parcheggia, bestemmia perché ha lasciato l'ombrello a casa. Scende, e subito un fulmine lo centra in pieno.
(da "Cronache minime")
(da "Cronache minime")
C.M. #13
Dopo una notte agitata, senza praticamente aver chiuso occhio, Marino si precipita in cucina e accende il televisore. Quando comprende di averla fatta franca, tira un sospiro di sollievo e va in ufficio con uno strano sorrisetto sul volto: gli ha fatto uno strano effetto sentirsi chiamare pirata sul tg regionale.
(da "Cronache minime")
C.M. #12
Uscendo dalla doccia si arrestò alcuni secondi, gocciolante, lo sguardo fuori dalla finestra ricoperta di condensa. Era stato un attimo, nel quale i suoi sessantacinque anni di vita si erano dispiegati completamente, finalmente con ordine. Una mattina di sole. Sarebbe entrato nella camera da letto, l'avrebbe svegliata, come sempre. Stavolta le avrebbe detto: "cara, dobbiamo divorziare."
(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
C.M. #11
Giusto ieri era ancora disponibile in tutte le librerie il nuovo romanzo dell'infaticabile Francesco Innanziadio, "Cuori d'acciaio". La storia, prima parte della trilogia ambientata in una imprecisatata terra desolata e governata dal truce Zev Kabrisky, narra le alienate vicende di una coppia di motociclisti in cerca di benzina: meno brillante dei precedenti lavori, il romanzo ha resistito sugli scaffali solo pochi giorni, e le giacienze di magazzino saranno utilizzate per cavarne la carta riciclata del successivo "Destino di ferro", già in fase di editing.
(da "Cronache minime")
C.M. #10
Jeremy Calls, all'anagrafe Germano Calli, chitarrista quarantacinquenne è convinto che il successo col glam rock non sia più un'opzione. Tuttavia, suonerà stasera al Roby's Cafè di Rosignano. Ingresso libero con tranello.
(da "Cronache minime")
C.M. #9
Giampiero Spina era il tipo d'uomo che, passeggiando, non avrebbe mai pensato di poter morire in modo tanto assurdo. Non ha nemmeno accelerato il passo, e secondo alcuni testimoni aveva dipinta sul viso un'espressione idiota, più che di sorpresa.
C.M. #8
Il fuciliere scelto J.Mc.F. sta cercando di trattenere le viscere al loro posto già da un paio di minuti. La sabbia sotto il suo corpo, praticamente diviso in due, si sta velocemente trasformando in uno scuro stagno di fango. Una domanda lo assillerà fino alla fine: anche mio figlio, che ora dovrebbe avere 3 mesi, sarà stupido quanto lo siamo stati io e il padre che non ho mai conosciuto?
C.M. #7
Oggi Daniela Lissandrelli ha conseguito la laurea in Economia e commercio con la votazione di 98/110, discutendo una tesi dal titolo "La gestione della qualità in banca. Il caso della Cassa di Risparmio in Puglia". Sin dal giorno della sua iscrizione, Daniela ha avuto la sensazione d'aver sbagliato corso di laurea. Fra poche settimane comincerà a fare un lavoro che non le piace. Alla neolaureata vivissimi complimenti dai parenti, dagli amici e dalla redazione tutta.
(da "Cronache minime")
C.M. #6
- Non ci credo.
Più per la conferma che per la sorpresa, M.C., divorziato da appena 4 giorni, se ne esce con queste tre parole mentre sente solo l'aria sotto di sé. Perso l'equilibrio gli manca pure il fiato e non dice altro, non ne ha il tempo: si era preparato pure un bel discorso. Una specie di cerimonia, con lui in piedi sulla sedia, la voce ferma e tutto il resto.
Mi impicco perché sono un buono a nulla, leggeranno gli inquirenti l'indomani su un foglietto scritto con cura, rinvenendo il cadavere sul pavimento lucido di sangue e cera.
(da "Cronache minime")
C.M. #5
N. F., iscritto all'università di Sassari e testimone di un brutale omicidio nell'appartamento condiviso con una coppia di studenti più giovani, non scorderà mai il sapore d'anguria che ha sentito riempirgli la bocca prima di voltarsi e vedere il suo compagno di stanza cadere a terra nel mese di luglio, la testa aperta in due.
(da "Cronache minime")
C.M. #4
Gaelle lo vide salire sulla metro, si erano appena salutati come nulla fosse: ci si vede dall'altra parte, un bacio da nulla e un ultimo sguardo. In cuor loro sapevano entrambi che non si sarebbero rivisti più.
(da "Cronache minime")
C.M. #3
Si è fiondato su Youtube appena entrato in ufficio, stamani come già da qualche settimana. Rientrato a casa per pranzo, Alessandro sembrava un po' assente. Ora siede a tavola con la moglie e i tre figli, non apre bocca. Non riesce a dir nulla mentre mangia, ricorda solo come s'è eccitato nel vedere la ragazzina spompinare due compagni di classe. E il momento in cui ha riconosciuto in lei Angela, la più grande.
(da "Cronache minime")
C.M. #2
Stamattina, giusto venti minuti prima di essere chiamata, Lisa si è calata una pasta in bagno. Scena muta, minacce dalla prof e occhiate da ogni parte. E lei nessun imbarazzo, anzi, sorrideva.
(da "Cronache minime")
C.M. #1
L'appuntato Gregorelli ha appena tratto in arresto il giovane ventiduenne R.F. con l'accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio (la sinossi è quella di sempre: 50 grammi di coca, un bilancino di precisione e un'ingente somma di denaro contante, probabile provento delle attività di spaccio). Mentre il carabiniere chiudeva la porta del cellulare per tradurre il reo presso il carcere di Regina Coeli, questi gli ha giurato vendetta affrontandolo occhi negli occhi, i polsi stretti da due anelli di metallo dietro la schiena: - stai pronto, figlio di puttana, che esco presto e quando esco ti ritrovo e t'ammazzo.
Gregorelli lancia una voce al collega della penitenziaria: salgo dietro con lui, dichiara. Guardami bene, sussurra Gregorelli al giovane. Mentre il furgone si mette in marcia, l'appuntato prende il manganello e gli fracassa naso e zigomo con due colpi secchi: così quando esci, suggerisce rimettendo il manganello nella cintura, io ti riconosco da lontano, e tu ti ricordi di me anche senza vedermi.
(da "Cronache minime")
Gregorelli lancia una voce al collega della penitenziaria: salgo dietro con lui, dichiara. Guardami bene, sussurra Gregorelli al giovane. Mentre il furgone si mette in marcia, l'appuntato prende il manganello e gli fracassa naso e zigomo con due colpi secchi: così quando esci, suggerisce rimettendo il manganello nella cintura, io ti riconosco da lontano, e tu ti ricordi di me anche senza vedermi.
(da "Cronache minime")