Avviso ai Turisti
Wed, Nov 2008 04:40
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I funghetti allucinogeni entreranno nella lista nera delle droghe proibite in Olanda a partire dal primo dicembre: e io che ancora avevo da assaggiarli. Avevo pure programmato un apposito viaggio per il 2009, in occasione del mio trentaseiseimo compleanno. Utile ricordare che la decisione è stata presa proprio per contrastare il triste fenomeno dei giovani turisti italiani: secondo i dati forniti dai servizi sanitari olandesi, lo scorso anno sono giunte 149 chiamate alla Croce Rossa di Amsterdam per soccorrere idioti persone in preda a problemi derivanti dall'assunzione di funghetti. Gran parte degli incidenti ha riguardato sprovvedute teste di cazzo giovani turisti, in particolare italiani e britannici. Ciliegina sulla torta, una studentessa francese diciassettenne, invece di dedicarsi al porno, ha recentemente pensato bene di ingollarne qualcuno, buttarsi da un ponte e lasciarci le bucce: nessuna connessione diretta tra funghi e suicidio, assicurano i medici, ma l'isterismo politico ha fatto il resto. Persino nella civile Olanda.
Viva!
Viva!
Commenti
Teorie
Mon, Nov 2008 01:37
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"Davanti all'emergenza drammatica degli incidenti stradali che dimostra purtroppo che ancora una volta che l'uso di droga e l'abuso di alcol al volante persiste e provoca gravi e irreparabili danni", il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, di fronte al tragico fallimento delle politiche messe in atto negli ultimi vent'anni afferma "la necessità di continuare l'opera di informazione (?!) e prevenzione (!) ma nel contempo insistere nell'intensificazione dei controlli su strada". E certo, non contento, prosegue: "Il territorio deve essere presidiato maggiormente ed è per questo che si è proposto e si continuerà a promuovere metodi di comprovata (!?!) efficacia al fine di individuare e fermare persone ubriache o drogate al volante, mediante la stretta collaborazione di sanitari con le forze dell'ordine".
Bravo.
Bravo.
Spot
Fri, Oct 2008 03:24
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Le parole, tutte le parole, anche se ascoltate una sola volta, danneggiano il cervello. Perché alterano i neuroni, intaccano le funzioni psichiche, le emozioni, la capacità di decidere e lo sviluppo della personalità: le parole ti bruciano il cervello. Non ne hai un altro. Non ascoltarle mai.
Dipartimento per le Politiche Antidroga
Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi
Dipartimento per le Politiche Antidroga
Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi
Giochi di parole
Tue, Jul 2007 05:46
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Poi cita una fonte random e un articolo a caso, apparso recentemente sul web, e tenta un esperimento.
Il consumo di canapa accresce il rischio di schizofrenie o altre psicosi: a tale conclusione e' giunto uno studio della Clinica psichiatrica universitaria di Zurigo, i cui risultati sono stati pubblicati sull'edizione online della rivista specializzata "Schizophrenia Research". "Dal profilo preventivo la cannabis appare meno insignificante di quanto generalmente supposto finora", rilevano i ricercatori, citati in una nota diramata ieri dall'ateneo zurighese.
Gli studiosi ritengono che il ruolo della canapa come fattore di rischio per malattie psichiche debba essere riesaminato. A loro avviso, coloro che presentano predisposizioni ereditarie a disturbi psichici dovrebbero rinunciare a consumare canapa.
Per la ricerca sono stati analizzati statisticamente i dati delle ammissioni negli istituti psichiatrici del cantone di Zurigo, risalenti fino agli Anni '70. Gli studiosi hanno rilevato un notevole incremento della quota di malati fra i giovani maschi nel corso degli Anni '90: nella fascia di eta' dai 15 ai 19 anni e' triplicata e in quella dai 20 ai 24 anni e' raddoppiata in brevissimo tempo. Nello stesso decennio si e' constatato un netto aumento del consumo di droghe leggere. Fra i giovani uomini i consumi di cannabis sono diventati piu' frequenti e di quantita' superiori.
Il consumo di RedBull accresce il rischio di schizofrenie o altre psicosi: a tale conclusione e' giunto uno studio della Clinica psichiatrica universitaria di Zurigo, i cui risultati sono stati pubblicati sull'edizione online della rivista specializzata "Schizophrenia Research". "Dal profilo preventivo la RedBull appare meno insignificante di quanto generalmente supposto finora", rilevano i ricercatori, citati in una nota diramata ieri dall'ateneo zurighese.
Gli studiosi ritengono che il ruolo della RedBull come fattore di rischio per malattie psichiche debba essere riesaminato. A loro avviso, coloro che presentano predisposizioni ereditarie a disturbi psichici dovrebbero rinunciare a consumare RedBull.
Per la ricerca sono stati analizzati statisticamente i dati delle ammissioni negli istituti psichiatrici del cantone di Zurigo, risalenti fino agli Anni '70. Gli studiosi hanno rilevato un notevole incremento della quota di malati fra i giovani maschi nel corso degli Anni '90: nella fascia di eta' dai 15 ai 19 anni e' triplicata e in quella dai 20 ai 24 anni e' raddoppiata in brevissimo tempo. Nello stesso decennio si e' constatato un netto aumento del consumo di RedBull. Fra i giovani uomini i consumi di RedBull sono diventati piu' frequenti e di quantita' superiori.
Individuate le differenze, la loro influenza sul senso e sulla credibilità della ricerca, infine meditate. La soluzione sul prossimo numero de "Il Salvatore"
Il Salvatore - Breve requiem
Mon, May 2007 04:28
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L'ultimo crack dei media

In un ultimo sussulto di vita, la tematica druoga necessita di alcuni puntini sulle i che il Salvatore si premura di posizionare.
In riferimento al noto Salvatore #12 vorremmo che il pubblico attestasse le doti divinatorie e profetiche del nostro, ricordandole magari al caro vecchio capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Stefano Galli, e alle altre centinaia di geniali politici e giornalisti che hanno seguito atteggiamenti analoghi. Giusto per chiudere anche questa, si ricorda ai lettori interessati che è possibile ottenere il dono della chiaroveggenza tramite un oculato uso della ragione. La nostra solidarietà ai parenti della vittima, troppo giovane e ingenua per non essere innocente.
D. E., lo studente di 15 anni, morto il 16 maggio scorso, in una scuola di Paderno Dugnano, nel milanese dopo aver fumato uno "spinello", sarebbe deceduto in quanto la sigaretta era stata 'modificata' con il crack. Una sostanza ben piu' pericolosa dell'hashish o della marijuana con le quali normalmente si confezionano le cosiddette "canne". E' questo uno dei risultati degli esami tossicologi effettuati dai medici legali, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Monza, sul corpo del giovane. Nei suoi polmoni, infatti, sono state trovate tracce di cocaina (sostanza 'di base' del crack).
Nei giorni scorsi, l'autopsia aveva evidenziato che il cuore di Dario era leggermente piu' grosso della norma, ma che il ragazzo non soffriva di patologie tali da provocarne una morte fulminea.

In un ultimo sussulto di vita, la tematica druoga necessita di alcuni puntini sulle i che il Salvatore si premura di posizionare.
In riferimento al noto Salvatore #12 vorremmo che il pubblico attestasse le doti divinatorie e profetiche del nostro, ricordandole magari al caro vecchio capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Stefano Galli, e alle altre centinaia di geniali politici e giornalisti che hanno seguito atteggiamenti analoghi. Giusto per chiudere anche questa, si ricorda ai lettori interessati che è possibile ottenere il dono della chiaroveggenza tramite un oculato uso della ragione. La nostra solidarietà ai parenti della vittima, troppo giovane e ingenua per non essere innocente.
D. E., lo studente di 15 anni, morto il 16 maggio scorso, in una scuola di Paderno Dugnano, nel milanese dopo aver fumato uno "spinello", sarebbe deceduto in quanto la sigaretta era stata 'modificata' con il crack. Una sostanza ben piu' pericolosa dell'hashish o della marijuana con le quali normalmente si confezionano le cosiddette "canne". E' questo uno dei risultati degli esami tossicologi effettuati dai medici legali, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Monza, sul corpo del giovane. Nei suoi polmoni, infatti, sono state trovate tracce di cocaina (sostanza 'di base' del crack).
Nei giorni scorsi, l'autopsia aveva evidenziato che il cuore di Dario era leggermente piu' grosso della norma, ma che il ragazzo non soffriva di patologie tali da provocarne una morte fulminea.
Il Salvatore - 13
Thu, May 2007 12:23
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Missione compiuta.
Il Salvatore esultante considera compiuta parte della missione nell'apprendere, proprio mentre componeva l'ultimo post a tema, quanto segue:
Non è reato coltivare nel giardino di casa qualche piantina di marijuana perché ciò equivale alla detenzione per uso personale.
E' quanto ha affermato la VI Sezione Penale della Corte di Cassazione che, con la sentenza 17983 del 10 maggio ha annullato la decisione della Corte di Appello di Roma (confermativa di quella del tribunale locale) che aveva condannato un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana.
La formula assolutoria usata dai giudici di legittimità è "perché il fatto non sussiste". Queste linea interpretativa era stata inaugurata sempre dalla VI Sezione penale della Suprema Corte nel 1994, quando "si ebbe a distinguere la coltivazione in senso tecnico, un procedimento che presuppone la disponibilità di un terreno e di una serie di attività dei destinatari delle norme sulla coltivazione (preparazione del terreno, semina, governo dello sviluppo delle piante, ubicazione di locali destinati alla custodia del prodotto)", dalla detenzione per uso personale.
Quindi, ha precisato il collegio, tale decisione ebbe il merito "di tracciare un margine ineludibile tra detenzione e coltivazione in senso tecnico, non potendo ricomprendersi in tale ultima nozione, giuridicamente definita, la cosiddetta coltivazione domestica".
Insomma di volta in volta il giudice dovrà valutare se una coltivazione per le sue caratteristiche e per la sua estensione rientra nel concetto di piantagione illecita oppure se non possa definirsi tale.
La Suprema Corte ha annullato la condanna del giovane romano senza rinvio mettendo la parola fine alla vicenda.
Lungi dall'aver ritrovato la fanciullesca fede nel valore e nella moralità degli uomini (ovviamente, come di consueto, ogni giudice potrà decidere il cazzo che preferisce alimentando nel Salvatore i sospetti di un utilizzo poliziesco e complottista della norma, in un'ottica di ricatto e controllo politico del singolo), Egli accoglie la notizia con moderato entusiasmo: è pur sempre l'unico segnale di buon senso giunto da molti, molti mesi. Quasi senza parole, lascia al Suo gregge il compito di analizzare la questione e trarne le debite conclusione. Non sia mai che il Salvatore venga ingabbiato per istigazione a (non?) delinquere.
In attesa di tornare sul tema della druoga in un futuro non troppo prossimo, il Salvatore si assenta per un paio di giorni meditando in caccia d'ispirazione: ora che s'è ristabilita la liceità della coltivazione (almeno fino al 2012, ci si augura, e almeno nel senso che c'è una prima distinzione tra coltivazione per uso personale e coltivazione per altri fini) possiamo parlare d'altro, risolver qualche altra questione.

Non è reato coltivare nel giardino di casa qualche piantina di marijuana perché ciò equivale alla detenzione per uso personale.
E' quanto ha affermato la VI Sezione Penale della Corte di Cassazione che, con la sentenza 17983 del 10 maggio ha annullato la decisione della Corte di Appello di Roma (confermativa di quella del tribunale locale) che aveva condannato un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana.
La formula assolutoria usata dai giudici di legittimità è "perché il fatto non sussiste". Queste linea interpretativa era stata inaugurata sempre dalla VI Sezione penale della Suprema Corte nel 1994, quando "si ebbe a distinguere la coltivazione in senso tecnico, un procedimento che presuppone la disponibilità di un terreno e di una serie di attività dei destinatari delle norme sulla coltivazione (preparazione del terreno, semina, governo dello sviluppo delle piante, ubicazione di locali destinati alla custodia del prodotto)", dalla detenzione per uso personale.
Quindi, ha precisato il collegio, tale decisione ebbe il merito "di tracciare un margine ineludibile tra detenzione e coltivazione in senso tecnico, non potendo ricomprendersi in tale ultima nozione, giuridicamente definita, la cosiddetta coltivazione domestica".
Insomma di volta in volta il giudice dovrà valutare se una coltivazione per le sue caratteristiche e per la sua estensione rientra nel concetto di piantagione illecita oppure se non possa definirsi tale.
La Suprema Corte ha annullato la condanna del giovane romano senza rinvio mettendo la parola fine alla vicenda.
Lungi dall'aver ritrovato la fanciullesca fede nel valore e nella moralità degli uomini (ovviamente, come di consueto, ogni giudice potrà decidere il cazzo che preferisce alimentando nel Salvatore i sospetti di un utilizzo poliziesco e complottista della norma, in un'ottica di ricatto e controllo politico del singolo), Egli accoglie la notizia con moderato entusiasmo: è pur sempre l'unico segnale di buon senso giunto da molti, molti mesi. Quasi senza parole, lascia al Suo gregge il compito di analizzare la questione e trarne le debite conclusione. Non sia mai che il Salvatore venga ingabbiato per istigazione a (non?) delinquere.
In attesa di tornare sul tema della druoga in un futuro non troppo prossimo, il Salvatore si assenta per un paio di giorni meditando in caccia d'ispirazione: ora che s'è ristabilita la liceità della coltivazione (almeno fino al 2012, ci si augura, e almeno nel senso che c'è una prima distinzione tra coltivazione per uso personale e coltivazione per altri fini) possiamo parlare d'altro, risolver qualche altra questione.
Il Salvatore - 12
Mon, May 2007 05:47
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Il principio di causa ed effetto.
Il capogruppo della Lega Nord in Regione Lombardia, Stefano Galli, commenta alcune dichiarazioni del ministro della salute, Livia Turco, sulle polemiche derivanti dalla morte di un quindicenne milanese a scuola, forse dovuta all'assunzione di stupefacenti, e sulla proposta venuta dal sindaco di Milano di distribuire ai genitori degli studenti milanesi un kit anti-droga.
'Quando al telegiornale ho sentito Livia Turco affermare che, in fatto di droghe, 'si tratta di dire ai nostri ragazzi che qualunque sostanza fa male' ho davvero fatto fatica a crederci. Che ipocrisia!'.
'Lo stesso ministro che a novembre ha raddoppiato l'uso consentito di cannabis, adesso, dopo l'ennesimo e luttuoso fatto di cronaca, condanna apertamente l'uso di spinelli e raccomanda alle famiglie il kit anti-droga proposto dalla Moratti. Un atteggiamento indubbiamente incoerente e pericoloso da parte di chi dovrebbe invece tutelare la salute nostra e dei nostri ragazzi'.
'Ministri come Livia Turco, messi di fronte ad episodi come quello del ragazzo morto dopo uno spinello, dovrebbero rassegnare le dimissioni, come probabilmente sarebbe accaduto in qualsiasi altro Paese europeo.
Ma qui siamo in Italia, e per mantenere la poltrona si e' disposti a tutto ed e' sufficiente fare dichiarazioni completamente in contrasto con quanto si e' sostenuto fino al giorno prima'.
In genere quando il Salvatore legge dichiarazioni del genere propende sempre per la malafede: difficilmente un politico è tanto coglione da dire castronerie senza un fine ben determinato. Questo approccio, quando si tratta di esponenti della Lega, può generare paradossi e confusione nella mente già provata del Salvatore: interpretazioni che sono probabile conseguenza del pregiudizio generato dal guardare in faccia gente come Borghezio, il Bossi prima e dopo il trattamento divino, Calderon de Calderoli e compagnia. Nell'era dell'apparire cui il Salvatore aderisce in toto o almeno in parte, ma forse no, sembrano bifolchi partoriti dalle menti dei fratelli Cohen. Minus habens come Tarek ma moooolto più cattivi. Sia come sia, sospendendo il giudizio sul signor Galli che magari è una persona ammodino, limitiamoci ad analizzare i fatti: i medici interrogati escludono che la causa della morte del ragazzo sia direttamente riconducibile all'assunzione di hashish o marijuana. Per loro parlano, oltre che la storia umana dai tempi di Erodoto per chi l'ha studiata (Galli, batta un colpo..), gli studi e le casistiche: non si è mai registrato un decesso in conseguenza del consumo di marijuana o hashish.
Ciò detto, che poi si accusa il Salvatore di essere didascalico, distinguiamo magari tra "spinello", "erba" e "hashish": forse il capogruppo ignora che in uno spinello si possono infilare, più o meno volontariamente, molte sostanze (c'è chi usa l'olio di hashish spalmato sulla cartina, chi la bagna con saliva e la passa sopra strisce di coca..). Se non l'hai rollata da solo, non sei sicuro di cosa contiene: questo è il primo punto, e su questo si dovrebbe fare una campagna di educazione più o meno seria. La droga reperibile sul mercato clandestino è inoltre frequentemente "tagliata", allungata o amalgamata con altre sostanze (questo è vero in particolare per l'hashish, rispetto alla marijuana). Le sostanze in questione, che non sto qua a elencare ma che comprendono residui di gomme, materiali plastici, ammoniaca e altri solventi, sono nocive per l'organismo umano ben più dell'hashish in sé. Se dunque il poveraccio è morto, e se la causa è lo spinello (l'autopsia non è stata in grado di dirci nulla in proposito, ma a Galli questo non interessa e noi ci allineiamo alla sua corrente di pensiero, navigando a braccia per poter dire qualsiasi cosa ci passi per la mente) bisogna poi andare nel particolare e capire cosa, all'interno dello spinello, ha causato quel che ha causato (se ha causato qualcosa). In quest'ottica, e qui stiamo speculando perché di certezze non ne abbiamo (cosa che Galli non tiene in considerazione, ma lui è un politico e non un uomo reale, ergo può fare ciò che crede senza renderne conto ad altri che ai suoi accoliti), ci sarebbe piuttosto da domandarsi se non sia il caso di garantire, a coloro che non possono farne a meno, l'accesso a sostanze la cui composizione non metta a repentaglio la loro salute a loro insaputa (additivi). Sarebbe sufficiente liberalizzare la coltivazione per uso personale, tanto per fare un esempio tra i mille: niente più intrugli, niente più spaccio di marijuana o hashish (l'hashish autoprodotto soppianterebbe quello reperibile per le strade nel giro di venti minuti, giuro). Con buona pace di quei milioni di bastardi immigrati che ci rovinano i figli. Però, come ben sappiamo grazie alla Giovanrdi-Fini, la marijuana è droga in tutto e per tutto analoga a eroina, LSD, ecstasy, crack, met, ice, oppio, cocaina, psilocibina (quela dei funghetti, si'), amanita muscaria, henbane, eccetera, fino al caro vecchio e mai toppo sperimentato peyote. L'alcol si salva, sbadataggine frutto di una cordata e di poteri oscuri le cui radici affondano nella notte dei tempi, prima del sacro romano impero, e che arrivano ai nostri produttori di vino "toscani" (in realtà si tratta quasi sempre di rockstar o registi americani in vacanza perenne sulle colline senesi, talvolta di ereditiere o rampolli con 4 cognomi, pessimi ma famosi scrittori: si salva solo il Tavernello, in fondo).
Dunque, pare più saggio mettere tutto sullo stesso piano, vietare e relegare al mercato clandestino, non istruire i potenziali consumatori (per i quali, ovviamente, reperire e utilizzare l'una o l'altra sostanza non fa differenza visto che dipende dal mercato "unificato" dalla tabella unica, il quale appiattisce tanto le pene quanto i costi sul mercato). E continuare a sparare stronzate: se la Turco afferma che la droga fa male, diventa una ipocrisia perché al contempo ne auspica una (parziale?) liberalizzazione. Dunque mi vien da pensare che montare cinture di sicurezza e un airbag in un'auto da 160 Cv sia un atto ipocrita, visto che dall'altra parte si lancia il guidatore incontro a morte quasi certa.
Alle soglie del 2012, in un paese in cui gli imprenditori si comportano ancora da padri di famiglia coi dipendenti e alle cene offrono loro vini pregiati e grappe sopraffine, in cui la politica non è più in grado di controllare le proprie posizioni né di dar loro uno spessore che le faccia resistere più del tempo che intercorre tra una smentita e l'altra, un giovane muore dopo aver fatto colazione, dopo aver studiato, dopo essere stato nel traffico, dopo aver bevuto una coca e fumato uno spinello: con le percentuali di consumatori che abbiamo nel mondo, chiedo al povero Galli, se ne è in grado visto che probabilmente la matematica non è il suo forte, di fare alcuni semplici calcoli, così potrà affermare di fronte ai microfoni che il XX% delle persone che muoiono, prima di morire, ha fumato uno spinello. Un'ecatombe di morti, il Salvatore ci scommette perché ha gli occhi aperti (scommette pure una birra che Galli di questo link non aveva mai sentito parlare) e vede che molti - troppi - fumano, un'ecatombe come non la si vedeva dai bei tempi delle crociate o della peste bubbonica. Starà a quelli che ragionano come lui, e ne è pieno il mondo nonostante siamo a un passo dalla fine, trarre le conclusioni più variegate: la logica è ormai un'opzione, un desueto meccanismo del pensiero soppiantato da nuove forme di elaborazione, più elementari, comprensibili, adatte al pubblico distratto di fine millennio sempre assetato di emozioni. Fino all'ultima, definitiva emozione.

'Quando al telegiornale ho sentito Livia Turco affermare che, in fatto di droghe, 'si tratta di dire ai nostri ragazzi che qualunque sostanza fa male' ho davvero fatto fatica a crederci. Che ipocrisia!'.
'Lo stesso ministro che a novembre ha raddoppiato l'uso consentito di cannabis, adesso, dopo l'ennesimo e luttuoso fatto di cronaca, condanna apertamente l'uso di spinelli e raccomanda alle famiglie il kit anti-droga proposto dalla Moratti. Un atteggiamento indubbiamente incoerente e pericoloso da parte di chi dovrebbe invece tutelare la salute nostra e dei nostri ragazzi'.
'Ministri come Livia Turco, messi di fronte ad episodi come quello del ragazzo morto dopo uno spinello, dovrebbero rassegnare le dimissioni, come probabilmente sarebbe accaduto in qualsiasi altro Paese europeo.
Ma qui siamo in Italia, e per mantenere la poltrona si e' disposti a tutto ed e' sufficiente fare dichiarazioni completamente in contrasto con quanto si e' sostenuto fino al giorno prima'.
In genere quando il Salvatore legge dichiarazioni del genere propende sempre per la malafede: difficilmente un politico è tanto coglione da dire castronerie senza un fine ben determinato. Questo approccio, quando si tratta di esponenti della Lega, può generare paradossi e confusione nella mente già provata del Salvatore: interpretazioni che sono probabile conseguenza del pregiudizio generato dal guardare in faccia gente come Borghezio, il Bossi prima e dopo il trattamento divino, Calderon de Calderoli e compagnia. Nell'era dell'apparire cui il Salvatore aderisce in toto o almeno in parte, ma forse no, sembrano bifolchi partoriti dalle menti dei fratelli Cohen. Minus habens come Tarek ma moooolto più cattivi. Sia come sia, sospendendo il giudizio sul signor Galli che magari è una persona ammodino, limitiamoci ad analizzare i fatti: i medici interrogati escludono che la causa della morte del ragazzo sia direttamente riconducibile all'assunzione di hashish o marijuana. Per loro parlano, oltre che la storia umana dai tempi di Erodoto per chi l'ha studiata (Galli, batta un colpo..), gli studi e le casistiche: non si è mai registrato un decesso in conseguenza del consumo di marijuana o hashish.
Ciò detto, che poi si accusa il Salvatore di essere didascalico, distinguiamo magari tra "spinello", "erba" e "hashish": forse il capogruppo ignora che in uno spinello si possono infilare, più o meno volontariamente, molte sostanze (c'è chi usa l'olio di hashish spalmato sulla cartina, chi la bagna con saliva e la passa sopra strisce di coca..). Se non l'hai rollata da solo, non sei sicuro di cosa contiene: questo è il primo punto, e su questo si dovrebbe fare una campagna di educazione più o meno seria. La droga reperibile sul mercato clandestino è inoltre frequentemente "tagliata", allungata o amalgamata con altre sostanze (questo è vero in particolare per l'hashish, rispetto alla marijuana). Le sostanze in questione, che non sto qua a elencare ma che comprendono residui di gomme, materiali plastici, ammoniaca e altri solventi, sono nocive per l'organismo umano ben più dell'hashish in sé. Se dunque il poveraccio è morto, e se la causa è lo spinello (l'autopsia non è stata in grado di dirci nulla in proposito, ma a Galli questo non interessa e noi ci allineiamo alla sua corrente di pensiero, navigando a braccia per poter dire qualsiasi cosa ci passi per la mente) bisogna poi andare nel particolare e capire cosa, all'interno dello spinello, ha causato quel che ha causato (se ha causato qualcosa). In quest'ottica, e qui stiamo speculando perché di certezze non ne abbiamo (cosa che Galli non tiene in considerazione, ma lui è un politico e non un uomo reale, ergo può fare ciò che crede senza renderne conto ad altri che ai suoi accoliti), ci sarebbe piuttosto da domandarsi se non sia il caso di garantire, a coloro che non possono farne a meno, l'accesso a sostanze la cui composizione non metta a repentaglio la loro salute a loro insaputa (additivi). Sarebbe sufficiente liberalizzare la coltivazione per uso personale, tanto per fare un esempio tra i mille: niente più intrugli, niente più spaccio di marijuana o hashish (l'hashish autoprodotto soppianterebbe quello reperibile per le strade nel giro di venti minuti, giuro). Con buona pace di quei milioni di bastardi immigrati che ci rovinano i figli. Però, come ben sappiamo grazie alla Giovanrdi-Fini, la marijuana è droga in tutto e per tutto analoga a eroina, LSD, ecstasy, crack, met, ice, oppio, cocaina, psilocibina (quela dei funghetti, si'), amanita muscaria, henbane, eccetera, fino al caro vecchio e mai toppo sperimentato peyote. L'alcol si salva, sbadataggine frutto di una cordata e di poteri oscuri le cui radici affondano nella notte dei tempi, prima del sacro romano impero, e che arrivano ai nostri produttori di vino "toscani" (in realtà si tratta quasi sempre di rockstar o registi americani in vacanza perenne sulle colline senesi, talvolta di ereditiere o rampolli con 4 cognomi, pessimi ma famosi scrittori: si salva solo il Tavernello, in fondo).
Dunque, pare più saggio mettere tutto sullo stesso piano, vietare e relegare al mercato clandestino, non istruire i potenziali consumatori (per i quali, ovviamente, reperire e utilizzare l'una o l'altra sostanza non fa differenza visto che dipende dal mercato "unificato" dalla tabella unica, il quale appiattisce tanto le pene quanto i costi sul mercato). E continuare a sparare stronzate: se la Turco afferma che la droga fa male, diventa una ipocrisia perché al contempo ne auspica una (parziale?) liberalizzazione. Dunque mi vien da pensare che montare cinture di sicurezza e un airbag in un'auto da 160 Cv sia un atto ipocrita, visto che dall'altra parte si lancia il guidatore incontro a morte quasi certa.
Alle soglie del 2012, in un paese in cui gli imprenditori si comportano ancora da padri di famiglia coi dipendenti e alle cene offrono loro vini pregiati e grappe sopraffine, in cui la politica non è più in grado di controllare le proprie posizioni né di dar loro uno spessore che le faccia resistere più del tempo che intercorre tra una smentita e l'altra, un giovane muore dopo aver fatto colazione, dopo aver studiato, dopo essere stato nel traffico, dopo aver bevuto una coca e fumato uno spinello: con le percentuali di consumatori che abbiamo nel mondo, chiedo al povero Galli, se ne è in grado visto che probabilmente la matematica non è il suo forte, di fare alcuni semplici calcoli, così potrà affermare di fronte ai microfoni che il XX% delle persone che muoiono, prima di morire, ha fumato uno spinello. Un'ecatombe di morti, il Salvatore ci scommette perché ha gli occhi aperti (scommette pure una birra che Galli di questo link non aveva mai sentito parlare) e vede che molti - troppi - fumano, un'ecatombe come non la si vedeva dai bei tempi delle crociate o della peste bubbonica. Starà a quelli che ragionano come lui, e ne è pieno il mondo nonostante siamo a un passo dalla fine, trarre le conclusioni più variegate: la logica è ormai un'opzione, un desueto meccanismo del pensiero soppiantato da nuove forme di elaborazione, più elementari, comprensibili, adatte al pubblico distratto di fine millennio sempre assetato di emozioni. Fino all'ultima, definitiva emozione.
Il Salvatore - 11
Tue, May 2007 03:15
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Al Camparino e agli altri aperitivi d'ogni estrazione consigliamo di ripassare il significato della parola referendum, e di cercare di spingersi in là con la memoria storica almeno sino al 1993. Per dio, qua non c'è nemmeno da prender posizione, queste bestie pretendono d'amministrare la cosa pubblica e ne ignorano le fondamenta, uno spara una cazzata e da ogni parte "noi sì", "noi no", quando la gente ha già detto la sua. Se ne fottono proprio. Volete proibire? E fate un nuovo referendum, per dio. Quante teste di cazzo in malafede, talora semplicemente ignoranti, affollano il palcoscenico italiota...
http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=16413
'Sì alla droga. Parliamone in famiglia' è il titolo della campagna finalizzata a consentire il consumo di droghe in eta' adulta presentata oggi dal Salvatore.
Grazie a questa campagna, i lettori di Ciumeo potranno utlizzare su familiari un test gratuito per accertare l'eventuale uso di stupefacenti in famiglia. Il test consiste nella domanda: Credi che l'uomo abbia il diritto di drogarsi e di bere così come di acquistare iPod e antidepressivi?
Il Salvatore sottoposto al test pro-droga è risultato positivo alle sostanze stupefacenti e all'uso di alcol. "Abbiamo pensato che fosse importante testimoniare il nostro impegno a favore della libertà attraverso il buon esempio. Per questo -ha spiegato il Salvatore- ci siamo sottoposti al test". Il progetto parte su Ciumeo.it ma, ha annunciato il Salvatore, "è gia' prevista l'estensione in tutto il web''.
Una curiosità alcolico rockettara: La Cabo Wabo Tequila è stata in questi giorni acquisita dalla Campari. A capo della Cabo Wabo Tequila stava un certo Sammy Hagar. Dopo breve ricerca posso confermare che trattasi del leggendario cantante dei Van Halen, che in qualche modo riuscì a suo tempo a gestire la pesante eredità di David Lee Roth registrando alcuni brani indimenticabili (ascoltatevi la gloriosa Amsterdam).
Il Salvatore - 10
Wed, May 2007 12:26
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L'inchiostro disegna caratteri sulla carta, i pixel sui monitor, i caratteri formano parole, le parole frasi, le rasi periodi, i periodi costruiscono intere realtà narrative, cronache, finzioni. I nostri occhi vedono, il nostro sistema nervoso trasmette, i neuroni ricevono, integrano e trasmettono impulsi, il nostro cervello elabora, il nostro senso critico interpreta. Per ogni cosa che leggiamo c'è bisogno di una stele, una stele che abbiamo già in testa sin dall'alba dei tempi: essa ci permette di codificare simboli altrimenti astratti in pensieri comprensibili, affermazioni, concetti, quant'altro. E' una stele distratta, quella che abbiamo in testa, che spesso ci fa vedere le parole e una prima interpretazione cui prestiamo fede. Non è tuttavia così semplice utilizzare la nostra stele, se la trascuriamo siamo portati a commettere ogni genere d'errore; in realtà da una frase si può spesso trarre qualsiasi cosa: la nostra è una stele distratta, versatile, mutevole, sottoposta a superlavoro, una stele cui servono contesti e intenzioni. Spesso poi chi scrive, chi parla, chi disegna, chi comunica usa i simboli col preciso intento di scombinare la nostra capacità di vedere cosa si cela dietro a essi. Viviamo in una giungla di dati, bisogna sapersi organizzare: saper leggere attraverso la stele con sicurezza. Facciamo un veloce test su un articolo di Aduc, vediamo se siete allenati.
"Gb. Londra. Conferenza sulle droghe: abbiamo le prove del legame cannabis-malattie mentali" Saranno presentate alla conferenza internazionale che si tiene a Londra ulteriori prove sull'incidenza della cannabis sul cervello.
Implicitamente si afferma che esistano già delle prove a riguardo, il nostro senso critico vacilla una prima volta: quanto ci mostrano i simboli è falso, non esistendo al momento alcuna prova a riguardo salvo il buon senso, secondo cui alterare i propri equilibri psicofisici può evidentemente arrecare (oltre a eventuali benefici) danni di un qualche genere (atteggiamento riferibile a ogni sostanza che ingeriamo, inaliamo, ci iniettiamo, ci infiliamo nel deretano, e così via).
Scienziati e ricercatori si incontreranno all'Istituto di Psichiatria di Londra per discutere sulla pericolosita' delle droghe e della loro connessione con le psicosi e schizofrenia. "Siamo vicini a trovare la connessione tra la cannabis e le malattie mentali. Tutte le prove sono in quella direzione", ha dichiarato la dottoressa Zerrin Atakan, una degli organizzatori della conferenza, che partecipo' anche al primo studio sugli effetti della cannabis sul cervello.
Questo periodo, oltre a contraddire sfacciatamente il titolo ("abbiamo le prove" vs "siamo vicini a trovare la connessione..."), gioca simpaticamente coi simboli in un modo particolarmente caro ai ricercatori: "tutte le prove sono in quella direzione". Per chi come il Salvatore ha subito un'istruzione scientifica, le prove non vanno in alcuna direzione: o sono prove (e ne basta una) o non lo sono. Strano errore per la professoressa Atakan, che altrove e in altri tempi ha dato mostra di un certo margine di buon senso.
Nuove immagini delle risonanze magnetiche rivelano che il THC riduce significativamente le attivita' del lobo frontale, la parte del cervello responsabile della coordinazione e delle emozioni.
Philip McGuire, professore di psichiatria e neuroscienze cognitive dell'Istituto, ha dichiarato: "Non sappiamo ancora come il THC produca i sintomi psicotici. I nostri studi sono diretti in questa direzione".
Una simpatica congettura travestita, un'ammissione implicita di fallimento: giunti a questo punto dell'articolo, sappiamo che: 1) I ricercatori non sanno se ci sia o meno alcuna connessione tra marijuana e malattie mentali 2) i ricercatori non hanno idea di come un fenomeno (di cui non hanno a tutt'oggi dimostrato l'esistenza) possa avvenire (e meno male che lo ammettono). Però ci stanno studiando, chissà se "a gratis", magari per passione professionale o impegno civile. Sia come sia, il Salvatore presto affronterà un tema scottante strettamente connesso: i soldi e la ricerca. In conclusione:
Per la comunita' medica e' difficile conoscere in anticipo con certezza quali persone diventeranno psicotiche o schizofreniche. E' piu' semplice saperlo nei consumatori che abbiano gia' qualche caso in famiglia.
Stesso periodo, tradotto in altri termini: Per la comunita' medica e' difficile conoscere in anticipo con certezza quali persone diventeranno psicotiche o schizofreniche. E' piu' semplice saperlo nei consumatori di Nutella (sostituire con un qualsiasi bene di consumo) che abbiano gia' qualche caso in famiglia. Ciò perché la connessione tra ereditarietà e malattie mentali è nota da tempo. In sostanza, i ricercatori ci dicono questo: non abbiamo nulla in mano, annunceremo a gran voce questo deludente risultato chiedendo nuovi soldi per poter approfondire i nostri studi su una cosa che è già intuitivamente nota a un qualsiasi adolescente occidentale. Quando finalmente avranno dimostrato ciò che vogliono dimostrare, sarebbe interessante sapere come questo possa aiutare nella risoluzione del complesso problema della druoga: avranno forse intenzione (idea innovativa e di sicuro successo) di vietare l'uso delle druoghe?
Saltando di palo in frasca, i test a tampone sull'uso delle druoghe saranno presto messi in vendita: già una circoscrizione milanese si sta organizzando per distribuire alle famiglie con figli tra i 13 e i 18 anni dei test gratuiti per vedere se i piccoli teppisti facciano uso di anfetamina, benzodiazepina, cocaina, exstasy, marijuana, oppiacei, feniciclidina o metamfetamina. E ai ragazzi che volessero testare i genitori, sarà data la stessa opportunità? Intanto diamogli qualche consiglio, nella speranza che non vogliano rovinarsi la vita come molti sostengono.
Ragazzi druogati, non fatevi sgamare, incastrare, accusare, ghettizzare, rieducare: prendetevi la libertà, l'unica possibile, di uscire allo scoperto. Se volete farvi fatevi ovunque e di quel che volete, ma alla luce del giorno, cercando di capire perché lo fate, se ne vale davvero la pena. Ammettetelo, druogati di tutto il mondo, confrontatevi tra voi e con chi la druoga non la usa, non vi nascondete: la druoga è una bella, questo sì è un dato innegabile, ma superflua e alquanto perigliosa sostanza. Sopra ogni altra cosa, quando possibile non alimentate il narcotraffico: informatevi, che in natura, per quanto possa sembrare un paradosso, esiste ogni sorta di paradiso artificiale. Usatelo con coscienza come il buon dio avrebbe voluto, conoscetene la storia, gli utilizzi, le origini e le conseguenze antropologiche, e dal paradiso artificiale uscite sempre e solo per scelta, senza farvi cacciare: è l'unico modo per non aver voglia di tornarci, e entrare, finalmente liberi, in un paradiso naturale che non sembra esistere più.
Il Salvatore - 9
Wed, Apr 2007 04:01
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In un'intervista su Gente, oggi in edicola, uno dei molti onnipresenti don televisivi da rotocalco lancia due o tre interessanti proposte per combattere l'angoscioso problema della druoga. Lungi dall'occuparsi della sua parrocchia, ammesso che ne abbia una, lo showman don Antonio Mazzi propone con gran spirito altruistico due strategie vincenti per (finalmente) sradicare il problema druoga dalla italica società (e prima del famigerato 2012!). Dopo lunga meditazione il sant'uomo dichiara:
"Quella della cocaina e' una biblica inondazione che tutti noi, nel nostro piccolo, dobbiamo prevenire e ridurre. Chiacchierando di meno e rimboccandoci di piu' le maniche: per esempio, se una volta tanto andassimo a Roma, in un milione di persone, a manifestare contro l'inondazione di coca che l'Italia sta subendo, non creeremmo forse un evento molto piu' importante, urgente e significativo di tanti altri?", © don Antonio Mazzi
Dopo analoga riflessione il Salvatore si domanda se non sarebbe piuttosto il caso di affrontare la questione in altro modo: per esempio, se una volta tanto andassimo a Roma, in due milioni di persone, a manifestare contro l'inondazione di coca che l'Italia sta subendo, non creeremmo forse un evento molto piu' importante, urgente e significativo di quello del lungimirante don Antonio Mazzi? Si potrebbe poi ampliare l'iniziativa portando in piazza fino a tre milioni di persone, forse quattro. Se poi si riuscisse a organizzare un'altra manifestazione parallela coinvolgendo tutti gli spacciatori d'Italia (quelli extraparlmamentari ovviamente), con l'ausilio di una gigantesca rete calata dal cielo da elicotteri Agusta si potrebbe fare piazza pulita dei criminali in questione gettandoli nel rogo di cocaina di cui parleremo di qui a breve.
"Non possiamo aspettare che un'altra legge sostituisca la Fini-Giovanardi, i tempi dell'invasione della coca sono troppo celeri per stare ai giochi della burocrazia. Dobbiamo inventare progetti ben finalizzati, leggeri, che sfruttino nel migliore dei modi le esperienze gia' esistenti. Quest'estate, per esempio, io andro' con amici nelle discoteche per discutere di alcol e droga, proprio nei luoghi dove il consumo sembra avvenire in quantita' industriali", © don Antonio Mazzi
Il Salvatore affiancherebbe a questa lodevole iniziativa un altro progetto ben finalizzato, leggero, che sfrutta nel migliore dei modi le esperienze già esistenti: quest'inverno, per esempio, il Salvatore andrà con gli amici nelle discoteche di Cortina e negli chalet della Val d'Isère per discutere di alcol e droga, proprio nei luoghi dove il consumo sembra avvenire in quantità industriali. Il Salvatore coglierà l'occasione anche per discettare coi suoi pari di altri argomenti scottanti, quali la topa e il calcio alla luce dei nuovi paradigmi sociali.
"Sapete quale sarebbe una lezione infinitamente piu' efficace delle barbose statistiche che propiniamo alla gente, spaventata e rassegnata? Bruciare sulle piazze delle citta', una volta al mese, le tonnellate di cocaina sequestrata che giacciono negli scantinati dei comandi della Finanza e della Polizia", © don Antonio Mazzi
Il Salvatore spaventato e rassegnato, anzi atterrito, devastato, distrutto dal dolore e prossimo alla pazzia, oltre a raccomandare il trattamento preventivo della cocaina con bicarbonato+acqua o ammoniaca riscaldate assieme alla sostanza - per ottenerne crack, più adatto ad essere bruciato e inalato dagli astanti salmodianti passi liturgici tratti da "L'Apocalisse" ® di Giovanni - propone di affiancare a questa encomiabile iniziativa enormi falò a base di marijuana in ogni piazza d'Italia. Si potrebbe poi procedere al barbecue degli psicofarmaci, alla grigliata del tabacco e concludere con un'enorme vasca di eroina flambé. Contro le stragi del sabato sera si propone invece di bruciare le autovetture e relativi conducenti colti in fragranza di reato. Contro lo smog, l'elettrosmog e l'inquinamento in genere il Salvatore auspica una celere distruzione di tutte le pompe di benzina, delle fabbriche più inquinanti e la conversione delle petroliere in traghetti per turisti, nonché l'installazione di piccole cariche esplosive nei cellulari, attivate da apposito sensore in presenza di emissioni elettromagnetiche troppo elevate e in presenza di troppi cellulari entro un dato raggio da definire tramite la compilazione di apposite tabelle da parte di un pool di esperti bipartisan (si potrebbe anche vendere l'interessante optional earBag® per diminuire le probabilità di morte istantanea dell'utilizzatore). Onde arginare l'escalation della microcriminalità si potrebbe individuare, dopo essersi seduti intorno a un tavolo concertante, un percorso di formazione dei criminali comuni perché anche loro possano aver accesso ad altre e più accettabili forme di criminalità (frodi fiscali, truffe finanziarie, aggiottaggio, bancarotta fraudolenta, turbativa d'asta...): in tal senso, per favorire questa categoria svantaggiata, si potrebbe ipotizzare anche di stabilire una "quota nera" nelle liste elettorali.
Dunque ecco il sunto, il punto, la conclusione o arringa finale che dir si voglia: fate come don Mazzi. Sparate cazzate a vanvera da qui al 2012: non hanno mai ucciso nessuno.
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Il Salvatore - 8
Mon, Apr 2007 05:32
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Usa. Alta percentuale di ictus causati dal consumo di mentanfetamine
Il consumo di cocaina e anfetamine causa oltre il 14% degli ictus tra i 'giovani adulti', cioe' in persone tra i 18 e i 44 anni. Lo rivela una ricerca condotta dai ricercatori del Southwestern Medical Center di Dallas, pubblicata sugli Archives of General Psychiatry. Non solo. "Dall'analisi dei principali fattori di rischio e dei dati epidemiologici raccolti -commenta il coordinatore dello studio, Arthur Westlover- emerge che tra le vittime di ictus in questa fascia d'eta' l'aumento del consumo e abuso di sostanze stupefacenti rappresenta il maggiore pericolo. Soprattutto quando si tratta di metanfetamine", in gergo speed, ice, crystal o crack.
Per verificare l'impatto di queste sostanze stupefacenti sulla salute di persone che, per eta', non dovrebbero avere particolari problemi di salute, tanto meno con l'ictus, gli scienziati hanno esaminato oltre 8.300 persone colpite da ictus tra i 18 e i 44, ricoverati in oltre 500 ospedali del Texas fra il 2000 e il 2003.
Ebbene, "Chi assume anfetamine rischia cinque volte di piu' di aver un ictus emorragico. Chi consuma cocaina rischia piu' del doppio di rimanere vittima sia di ictus emorragico che ischemico", spiegano.
Conclusioni che "per la prima volta, con la forza dei numeri, dimostrano il collegamento diretto tra le metanfetamine e i decessi per ictus tra i giovani adulti", e che "suggeriscono come, semplicemente spiegando alla popolazione il rischio che corre assumendo queste droghe, si puo' prevenire un numero cospicuo di decessi".
Grandi verità si riassumono in poche righe, grazie alla potenza sconfinata dei numeri. E non è dato discutere i numeri: essi sono numeri, non sono né buoni né cattivi. I numeri non hanno una morale, parlano senza aprir bocca e non spiegano nulla: forniscono, semplicemente, un risultato o la quantificazione di un'osservazione. Dunque, se si vuol mettere in discussione qualcosa, si può seguire l'unica tortuosa via del processo all'algoritmo che li ha prodotti. Non è del resto dato discutere la validità di una ricerca statistica se non se ne è esplicitato chiaramente il metodo. A leggere l'articolo il Salvatore intravede una linea interpretativa scorretta, si affanna per cercare dettagli e non li trova. Cerca di ricostruire il metodo a posteriori in un'opera di azzardato reverse engineering. I numeri hanno parlato, e il Salvatore vuol leggere i numeri a modo suo.
Da quel che emerge dall'articolo (fonte consueta aduc) lo studio è semplice: prendo 8000 poveri cristi colpiti da ictus, e vedo quanti di essi consumano le sostanze in questione. Risultato: il 14% dei pazienti cavia ha consumato anfetamine o cocaina, un numero elevato, senza dubbio preoccupante. Balza all'occhio. Ed ecco i dubbi: cosa consuma il restante 85% dei poveri cristi? Magari stili di vita incompatibili. Magari alimentazione frettolosa e il ricorso a farmaci e psicofarmaci di ogni tipo. Magari coloranti, conservanti e smog. Magari fuma sigarette, magari si sbronza o non può fare a meno di ingerire 6 caffè al giorno. E' un dubbio del Salvatore, sicuramente legittimo, ma i numeri da soli non ci danno questa risposta. E ce ne sono altri, di dubbi legittimi. Se il Salvatore prende 1000 persone di una determinata fascia di età (di qui in avanti detta "di giovani") a cui sono cascate le palle, può pensare di domandar loro quanti di essi abbiano votato il partito X. E' diretto il collegamento tra voto e caduta delle palle? Non è dato saperlo, non esiste dimostrazione scientifica a riguardo: se il 15% dei giovani vota X e non c'è una correlazione nota tra i due fenomeni, la matematica mi suggerisce che in un campione casuale di persone a cui son cadute le palle il 15% di loro avrà votato X. E dunque, se il 14% dei giovani consumasse le sostanze in questione (numero che francamente pare plausibile), non sarebbe naturale che i 14% dei giovani colpiti da ictus fossero consumatori? Così come il 14% di giovani che hanno parcheggiato in divieto di sosta sarebbe probabilmente un consumatore, o il 14% delle persone che al mattino si sveglia alle 8:30.
Ma forse gli statistici hanno fatto le cose per bene, magari non si sono spiegati: forse hanno preso 1000 consumatori e hanno guardato quanti di loro hanno avuto un ictus, poi un campione di controllo di 1000 non consumatori e avranno dedotto che tra i consumatori l'incidenza degli ictus è più alta. Eppure il Salvatore rilegge l'articolo, e questo dettaglio non emerge. La difficile arte dell'interpretazione dei numeri fallisce come di consueto, la civiltà basata sulle statistiche legifera e brancola nel buio del significato, lasciando il Salvatore confuso più che mai.
"Per la prima volta, con la forza dei numeri, dimostrano il collegamento diretto tra le metanfetamine e i decessi per ictus tra i giovani adulti": incredibile affermazione. Una statistica è una statistica, non una cazzo di dimostrazione. Collegamenti evidenti ma solo probabili, e comunque in una materia in cui le variabili interconnesse che portano all'ictus nel cervello di un povero cristo sono davvero molte: la materia è complessa, cari scienziati. Il Salvatore vorrebbe credere, che diamine, egli è convinto già per conto suo che le druoghe non giuovino alla salute dei giuovani. E' convinto che esistano droghe pesanti e leggere, sa che ne esistono di legali e di illegali (occhio ragazzi, per dirla col governo: il fumo uccide, incredibile a dirsi) e dice no alla cocaina e no all'anfetamina. Ma spiegategli per bene e per cortesia come diavolo conducete le vostre ricerche, perdio. Spiegate come sperperate il danaro pubblico dicendoci, in modo errato, ciò che già sappiamo.
Il Salvatore - 7
Mon, Mar 2007 12:31
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Come sua abitudine il Salvatore legge le notizie sul sito dell'Aduc e si imbatte nei novelli illusionisti della ricerca. Si permette dunque alcune considerazioni.
Entro il 2010 un quarto dei nuovi casi di schizofrenia nel Regno Unito saranno causati dal consumo di cannabis.
L'incipit non sembra lasciare scampo: sarebbe interessante sapere cosa causerà la schizofrenia dei restanti 3/4: una società invivibile, il mondo del lavoro, la famiglia, predisposizioni genetiche: in assenza di dati, scegliete quel che preferite.
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista 'Addiction', le persone che consumano regolarmente sostanze stupefacenti hanno una probabilita' fino a sei volte superiore alla media di sviluppare una forma di schizofrenia.
Fino a sei volte? Una probabilità probabile, il nuovo miracolo delle scienza statistiche: il tetto massimo d'incidenza. Salvo dimenticare - fenomeno che passa sotto il nome di sospensione della realtà - che, ahimé, non esiste alcuna dimostrazione scientifica della correlazione tra schizofrenia e consumo di cannabis, tanto meno di un rapporto di causa effetto in una qualsiasi delle direzioni possibili.
L'uso della canapa indiana, che nel 2004 nel Regno Unito e' stata declassata da droga di tipo B a C, si e' quadruplicato negli ultimi 30 anni e tra gli adolescenti il suo consumo sarebbe aumentato di 18 volte. Cio' potrebbe portare ad un aumento del 29% dei nuovi casi di schizofrenia entro il 2010.
Occhio all'uso del condizionale, nuova frontiera della comunicazione scientifica. Un consuma aumenta o non aumenta. Persino i dati del passato sono una previsione incerta. Ieri ho lasciato la presa su una mela: stando ai risultati, essa avrebbe raggiunto il suolo. La nuova scienza stabilisce che, forse, un corpo sottoposto alla forza di gravità terrestre precipita verso essa.
I ricercatori hanno esaminato l'aumento del consumo di marijuana e i nuovi casi di schizofrenia a Nottingham, Bristol e nel sobborgo londinese di Southwark. Finora all'uso di cannabis veniva associato l'8% dei casi di schizofrenia.
Finora? E poi cosa è cambiato? E come? Non è dato saperlo. Ma soprattutto, Bristol è rappresentativa del mondo? Secondo la nuova scienza sì: tutto il mondo è paese.
'Il nostro studio non cerca di dimostrare che la cannabis causa direttamente la schizofrenia, che e' ancora una questione controversa, ma e' chiaro che se si parte da questo presupposto il numero di casi di schizofrenia salira' significativamente a fronte di un aumento del consumo di questa droga', ha dichiarato John Macleod, uno degli autori della ricerca.
Non so se mi fiderei della ricerca di qualcuno che parte da presupposti tipo: non c'è alcuna correlazione dimostrata tra l'andare in macchina e il vedere gli alieni. Ma se partiamo dal presupposto che una correlazione esiste, visto il crescente numero di guidatori, ne risulta che gli avvistamenti alieni sono in rapida crescita.
Il Dipartimento della salute afferma che i medici sono quasi tutti concordi nell'affermare che la cannabis e' un 'importante fattore causale' delle malattie mentali e lo scorso anno l'Advisory Council on the Misuse of Drugs aveva indicato che ci sono molti legami tra il consumo di marijuana e le malattie psicotiche.
Certamente. Quali legami? In che misura? Esistono anche per altre sostanze, attività, comportamenti? quali? Le affermazioni dei medici sono suffragate da prove scientifiche? Se uno è medico può affermare quel che preferisce? I medici sono più intelligenti di noi? Salvaguardano la nostra salute disinteressatamente? Hanno ragione? Non è dato saperlo. Si ricorda a titolo informativo che i medici ci hanno praticato salassi, ci hanno fatto succhiare dalle sanguisughe, ci hanno lobotomizzati, elettroshockati, hanno reso cocainomani migliaia e migliaia di donne dismenorroiche, hanno creato e diffuso l'eroina: secondo i loro studi e la sperimentazione effettuata, alla luce dei primi risultati, secondo le statistiche, stando alle ricrche sulle cavie e aglie sperimenti in laboratorio erano buone idee.
I risultati di questo rapporto arrivano dopo che ieri un gruppo di scienziati aveva proposto di rivedere la classifica delle sostanze dannose per la salute ponendo alcool e tabacco molto al di sopra della canapa indiana.
Un caso? Magari il signor John Macleod è proprietario di un'azienda agricola o di una rivendita di tabacchi? Non è dato saperlo. Di certo, non si fabbricano più i John Macleod di una volta. In un lampo di lucidità il Salvatore ammonisce: "Le droghe sono pericolose, l'alcol nuoce alla salute, il tabacco può uccidere, ogni cosa con cui si entra in contatto è potenzialmente letale. L'eutanasia uccide esattamente come il suicidio. L'unica cosa che possiamo fare per sopravvivere in questo inferno è appropriarci della nostra vita e della nostra libertà di scelta".
Quante ricerche, ogni giorno? Quante statistiche? Un sistema di controllo e propaganda avvalorato da un supposto approccio scientifico cui danno ascolto milioni di persone, e a cui si appoggiano a fasi alterne i politici di una proibizione e quelli di un'altra. Le leggi e le scelte di un paese sono determinate da "statistiche", le formazioni politiche si aggregano e si sfaldano in base alle previsioni, sappiamo quanti giovani alticci muoiono al sabato sera ma non si a idea di quanti soberrimi lavoratori si schiantino settimanalmente sulle strade di tutta Italia. La ricerca e le statistiche pilotano gli investimenti delle multinazionali, la cura per il cancro è dietro l'angolo (ma il cammino è ancora lungo, a seconda di quel che si vuole ottenere, consenso, solidarietà o denaro). Le statistiche ci dicono quante ore di lavoro perderà l'Italia se non si vaccina, e gli esperti danno mostra di credere davvero a quel che stanno raccontando. Il Salvatore dopo breve intervista a campione scopre che il 100% dei suoi conoscenti non si è vaccinato quest'anno, e che il 100% dei suoi conoscenti non ha avuto l'influenza: il campione è esiguo, ma il Salvatore come gli altri non vi dice quanti, quali, dove, come. Vi dice che in base alle statistiche vaccinarsi è una stronzata. Vi dice che il mercoledì sera è obbligatorio mettersi alla guida solo dopo aver assunto dosi massicce di psilocibina, perché stando alle statistiche il mercoledì sera nessuno muore per guida in stato di grazia. Il Salvatore scopre che il vino riduce la possibilità di dire cose sensate, che la cannabis previene il mal della pietra e che la masturbazione amplia gli orizzonti della mente ma riduce le diottrie. Il Salvatore si mette a fare ricerca e statistiche: e vi racconta quello che cazzo crede.
Il 2012, stando alle statistiche, è più vicino di quanto sembri.
Il Salvatore - 6
Sat, Mar 2007 12:07
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Il Papa è un animale strano, parla sempre più spesso di ogni cosa e sempre meno di Dio. Sircana è un animale che si fa ritrarre in pose da puttaniere e impiega settimane per far passare, a fatica, il concetto di "Ma saranno cazzi miei?". C'è insieme a tutte le altre bestie nel recinto il Mazzucca, direttore di QN (la triade di giornali di area destra) che è un animale che naviga a vista, vecchio e probabilmente orbo, il quale tra un editoriale sensato e uno da da mettersi le mani nei capelli lascia che la Parsi si faccia animale illeggibile in languidi temi da scuola elementare. Mastrogiacomo è un animale paraculato e ora - dice lui - felice, che io non conosco: so che se fossi una guida o un autista con famiglia a carico gli farei volentieri la pelle appena mi sale in macchina, per precauzione ora che so come stanno le cose, e già che ci siamo per rubargli tutto quel che ha addosso, ora che so a chi importa di chi e per cosa. A Erba c'è un animale che ha ucciso la moglie di un'altro animale, a me non importa un cazzo nè dell'assassino, nè della morta nè del marito ferito. E' un po' che non si sente parlare della femmina di animale che ha ucciso, fra le valli di Heidi, il figlio: meglio così, perchè non me ne fotte un cazzo né di lei né del suo avvocato, dei RIS del ROS e dei NAS. Non mi piace questa pubblicità subliminale alle nuove serie di culto. Ci sono animali che ignorano l'uso della sintassi, della punteggiatura, della comunicazione di base: sono ovunque nel recinto. C'è una donna straniera mezza rifatta e con l'aria oggettiva da puttana che dice che non sapeva degli intrallazzi del suo animale paparazzo, sposato forse per amore o forse per errore: le puttane di solito sono per strada mezze strafatte, questa va contro natura, i paparazzi invece dovrebbero imparare a scattare foto decenti, magari frequentare qualche corso. Non è il soggetto ma la tecnica di costoro, il vero orrore. Un corso magari in carcere, ecco, non me ne frega un cazzo, dovrebbe pensarci la giustizia umana e non il Salvatore: e dovrebbe farlo senza clamore complice. Il comunistissimo animale del Livorno pubblica un dvd che ci racconta quanto sia figo fare il comunista a Livorno e non dare importanza al denaro: lo sappiamo da noi, e noi se non c'importasse del denaro pubblicheremmo le storie e le considerazioni su internet oltre che attraverso canali tradizionali (cosa che fra l'altro facciamo, ma che passa sotto silenzio perché non siamo centravanti): giusto per non obbligare nessuno a comprare le nostre stronzate per verificare con mano che sono davvero stronzate. Nel recinto ci sono figli di senatori come La Russa e parenti di dittatori come la Mussolini, che è un animale che non sembra mai sapere quel che dice, basta che lo dica urlando. Figli d'arte in ogni campo, inetti animali che volano a Washington per cenare con animali femmina negri strafatti di potere bianco, e da lì, tra una portata e un buon bicchiere di vino italiano, ci raccontano di come le cose siano distese e i rapporti amichevoli, per poi contraddirsi una decina di volte nelle ore seguenti: problemi digestivi da animali sempre ingordi e mai paghi, mai domi. Ci sono animali che esportano modelli per altri animali, ci sono bestie musulmane che combattono per i loro ideali e bestie per ogni religione e credo che vogliano illuminarci, a parole o con le fiamme. C'è una bestia vecchia e qualunquista che fa il presidente dello stato, ci sono bestie voltagabbana che mi hanno licenziato e mi rivolgono belle parole evidenziando i danni del sistema precario del lavoro. C'è un animale di nome Fausto che da quando ha poltrona e scorte esulta alla liberazione del paraculato di turno mentre teste più degne rotolano al posto della sua: ha perso punti persino nella stima di mio padre, un fascista dabbene che lo credeva un degno avversario. Ci sono animali che sostengono la lotta all'AIDS, bestie che combattono i tumori e animali che vendono auto e idee un giorno via l'altro. Ci sono bestie illuse che vogliono sconfiggere il male il dolore la morte, bestie che si fumano due pacchetti al giorno e citano in giudizio le case produttrici di tabacco. Ci sono bestie che regalano 200 cavalli ai figli e poi si costituiscono in fondazioni per le vittime, e piangono le bestie martirizzate che hanno creato. Ci sono bestie assassine strabiche che danno del killer alle strade, al fumo, alla nebbia. Ci sono animali che si rovinano con la droga, bestie politiche che digiunano a mesi alterni, e bestie che vedono un danno sociale in una cosa e darebbero la loro poco utile vita per questo, e poi chiudono l'occhio sul danno dell'amico accanto. Bestie che vendono vino a bestie che si ubriacano e si uccidono. Ci sono animali ovunque e c'è un vicino di casa di cui ignoro nome, cognome, gusti, attività, interessi, amicizie, parenti. Nel mio quartiere c'è un animale che si fa schifo quando si guarda allo specchio, e in casa mia ce n'è uno che ne ha le palle piene anche di sé stesso, ed è così ogni giorno che quell'animale che ci governa mette in terra: visto che manca così poco, perché non fare tutti uno sforzo di volontà, perché non smetterla con le puttanate da lobby dell'informazione petroldollarifera almeno fino al 2012? Fateci schiantare in pace, basta col terrore.
Amen.
Il Salvatore - 5
Sun, Feb 2007 03:41
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Incredulo il Salvatore apprende dal quotidiano nazionale La Nazione, cerca conferme e immancabili le trova pure su internet: fonti autorevoli confermano il sogno, la vita oltre la morte è infine possibile. Uno scherzo di carnevale? No, è tutto vero, agenzie di stampa d'ogni dove battono la notizia e la replicano confermando che non non c'è alcun refuso: il lapis philosophorum è realtà.
Il Miracolo dell'Informazione carnevalesca
Messico. Ancora orrori nella guerra al narcotraffico: quattro poliziotti decapitati.
Quattro poliziotti federali che agivano in abiti civili sono stati torturati, decapitati e sepolti vivi nello stato settentrionale di Durango in Messico.
I corpi sono stati rinvenuti dopo una soffiata nella zona di Comarca Lagunera, considerato uno dei luoghi di uscita della droga verso gli Stati Uniti.
Il ritrovamento e' avvenuto ore dopo la decapitazione dei due agenti, avvenuta nella localita' di Sonora.
Ad Acapulco, intanto, una trentina di agenti della polizia investigativa ha disertato dopo che un commando armato di criminali aveva attaccato due commissariati uccidendo sette poliziotti.
Il presidente del Messico, Felipe Calderon, ha ingaggiato una vera e propria guerra contro i narcotrafficanti.
Di recente sono stati estradati verso gli Stati Uniti nove importanti capi del narcotraffico.
Che dire? Decapitati sepolti vivi, quattro poliziotti che diventano due nello spazio di poche righe, agenti di polizia che disertano perché i criminali non si arrendono: life is now.
Nel frattempo si apprende che Cimoli, già glorioso restauratore degli antichi e puntuali fasti delle ferrovie italiane, dopo aver finalmente completato l'opera di demolizione della compagnia aerea di bandiera se ne va a casa con una buonuscita di 5 milioni di euro. Uno scherzo di Carnevale? Macché, un'ottima idea. Diamogliene dieci, prega il Salvatore, che di terroristi come lui, in grado di distruggere un sistema con tanta classe, non ne troviamo più.
Il Salvatore - 4
Wed, Jan 2007 06:18
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Sito web propagandava uso droga
Campobasso: polizia postale lo sequestra e denuncia titolare
(ANSA) -CAMPOBASSO, 17 GEN- La Polizia postale ha sequestrato a Campobasso un sito internet che propagandava l'uso di droga e ha denunciato il titolare, di 26 anni. Il sito dava una serie di informazioni utili per la coltivazione, preparazione e consumo di sostanze allucinogene. Indicava i metodi per l'assunzione e ne descriveva gli effetti. Il sito era diviso in diverse sezioni: guida per l'uso, cosa prevedere durante i 'viaggi allucinogeni', consigli per l'uso, la pianta, la sua cura e la sua trasformazione.
Lungi dal fornire l'indirizzo del sito in questione, l'antefatto ci mostra un pericoloso istigatore ventiseienne a cui è stata giustamente tappata la bocca. Il Salvatore, dotato del pur sempre rimarchevole potere dell'onniscienza, ha fatto due conti e qualche tentativo, scoprendo in breve che probabilmente i solerti eroi della polizia postale si sono occupati di far cessare i crimini perpetrati su www.psicoattivo.it e hanno dato una violenta spallata ai crimini connessi, l'indotto oscuro della libera informazione. Non è dato in questa sede sapere di cosa si parlasse con esattezza sul portale giustamente incriminato - tra l'altro il Salvatore non è solito perdere tempo nel ricercare informazioni, un altro dei vantaggi derivanti dal pur sempre auspicabile potere dell'onniscienza - e il sito in questione deve averlo visitato al massimo un paio di volte. Comunque e a prescindere, la questione appare chiara: " Il sito dava una serie di informazioni utili per la coltivazione, preparazione e consumo di sostanze allucinogene. Indicava i metodi per l'assunzione e ne descriveva gli effetti."
Queste attività, come saprete, sono giustamente illegali nell'interesse della società, che in questo modo viene messa nella condizione di raggiungere la salvezza dell'anima più rapidamente e con semplicità, per altro senza ricorrere a pericolose pratiche sciamaniche che prevedono l'assunzione di funghi dagli effetti sorprendenti. Allo stesso modo, per il maggior giovamento della comunità, lo stato italiano, così come altri, impiega valenti programmatori ed esperti informatici, i moderni reggimenti che vessillo al vento proteggono le italiche genti da stupratori, pedofili, pornografi, drogati, truffatori, cultori dello sballo, diffusori di informazioni vietate, rapinatori virtuali, sniffatori di password, pirati del satellite calcistico, manovratori di bit scambiati in peer to peer. Oltre a provocare l'inevitabile crollo delle dipendenze, la chiusura del pericoloso portale delle droghe suggerisce ulteriori azioni che il Salvatore si permette di suggerire:
http://it.wikipedia.org/wiki/Bong
http://it.wikipedia.org/wiki/Marijuana
http://it.wikipedia.org/wiki/Psilocibina
http://it.wikipedia.org/wiki/MDMA
Ovviamente seguire l'intera struttura dei collegamenti è impresa improba, tuttavia balza all'occhio come sul sito in questione, nel giro di cinque minuti, sia possibile diventare esperti Signori della Droga. Essendo la struttura di wikipedia analoga a quella delle comuni enciclopedie, ci si aspetta conseguentemente il ritiro dal commercio delle varie Treccani.
Sicuro di un prossimo intervento della formidabile e preparatissima polizia postale, il Salvatore in attesa di perquisizioni si permette un ulteriore suggerimento. Posare gli occhi sulla grafica ideata dai valenti operatori dello stato, solitamente fornitori di un operato ineccepibile, è fuorviante, quasi fastidioso. L'intera opera di Salvazione ne risulta distorta, sembra quasi che un ragazzino di cinque anni abbia messo le mani sul computer di papà Poliziotto: risulta evidente che la mancanza di fondi porta gli eroici paladini della Salvezza a risparmiare su tutto, anche sui colori utilizzati, col risultato che l'opera di santificazone del web ne esce ridimensionata, lascia il dubbio che si tratti di una gigantesca burla. Per questo motivo e per null'altro da queste righe e non da altrove, il Salvatore propone fermamente di istituire un'apposita tassa, imposta o balzello, che consenta alle questure di tutta Italia di dotarsi di appositi grafici Salvatori dallo stile accattivante.
Il Salvatore - 3
Thu, Jan 2007 12:04
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Il Salvatore ogni giorno studia i suoi colleghi, cerca, in qualche modo e se vogliamo, di apprenderne i segreti e ampliarne il messaggio: il Salvatore sostanzialmente si propone di salvare i salvatori allitterando. E così, non troppo per caso, il Salvatore incontra nuovamente il valido generale Manuel Garcia Ruiz e gli domanda come stanno procedendo i lavori di redenzione.
Nonostante i 7.000 uomini che ho dislocato due settimane fa per combattere la violenza del narcotraffico negli stati di Michoacan e Sinaloa - risponde il generale dal sito dell'Aduc - tra domenica e ieri (25/12, n.d.S.) i killer delle diverse bande hanno ucciso 17 persone. Ad Acapulco, nello stato di Guerrero, colmo come sempre di turisti, alle prime ore dell'alba di domenica due sconosciuti sono entrati in un bar del centro e invece di ordinare un caffè hanno lanciato due granate, una delle quali e' esplosa provocando 11 feriti, due dei quali gravi. Si aggiunga che un giovane di 25 anni e un poliziotto sono stati assassinati ieri a Uruapan, nello stato di Michoacan, dove, quattro giorni fa, ho lanciato la seconda fase dell'operazione congiunta antinarcotraffico. In pratica, stiamo assistendo a una sfida delle bande contro l'inedita iniziativa del Governo per arginare l'incessante violenza che, nel corso di quest'anno, ha gia' registrato 565 morti, 38 dei quali poliziotti.
Il risultato delle strategie elaborate dal valoroso Ruiz è dunque un'interessante ecatombe finanziata dai contribuenti, una catena di morte i cui anelli sono spesso ignari cittadini che di droga non vorrebbero nemmeno sentir parlare. Forte dei successi riscontrati, dopo i 7.000 militari inviati tre settimane fa nello stato di Michoacan, zona ovest del Paese, per arginare il narcotraffico e la feroce violenza che lo caratterizza, il governo del presidente Felipe Calderon (de' Calderoli?) ne ha dislocati oggi altri 3.300 nello stato di Tijuana, allo scopo di affrontare il cartello dei fratelli Arellano Felix, da anni la piu' potente organizzazione messicana che controlla l'invio della droga negli Stati Uniti. Non permetteremo che nessuno stato sia ostaggio della malavita organizzata, ha assicurato il ministro degli interni, Francisco Ramirez Acuna nel dare il via all'operazione, che, tra l'altro, conta su 21 aerei, 9 elicotteri e 28 imbarcazioni. Al di la' degli ingenti carichi di ogni sorta di droga diretti per lo piu' negli Usa, solo l'anno scorso, nello stato di Tijuana, nella lotte tra bande rivali vi sono stati 530 morti. Facciamo due conti, un esercizio mentale.
In proposito, ieri (02/01/006, n.d.S.), la Commissione per la sicurezza pubblica della Camera dei deputati, ha reso pubblico un documento in cui si afferma che nei sei anni (2001-2006) del mandato del capo dello stato Vicente Fox, gli scontri tra i cartelli della droga e dei loro killer contro le forze dell'ordine hanno provocato 9.000 vittime, la meta' delle quali nello stato di Michoacan. A poco a poco, strapperemo dalle mani della malavita organizzata le nostre strade e le nostre città, ha assicurato alla tv Calderon de' Calderoli, mentre il deputato Franciscos Santos, del Partito della rivoluzione democratica (Prd) di sinistra e membro della Commissione ha riconosciuto che l'operativo in corso nella regione di Michoacan ha già un po' ridotto il numero degli omicidi da narcotraffico.
Bene, diventiamo seriamente verbosi: ipotizzando un bel 530 morti X 6 anni, otteniamo la scoraggiante cifra di poco più di 3000 morti: grazie all'intervento dell'esercito però, ai morti nelle lotte tra bande possiamo aggiungere quelli delle forze dell'ordine, quelli procurati direttamente da forze governative, quelli che passavano lì per caso durante una ritorsione, l'ennesimo attentato dei narcos contro lo stato (?). Ecco che finalmente intravediamo la via che può dar ragione di quei 9000 corpi senza vita.
La qual cosa, inevitabilmente, seppellisce la mente ottenebrata del Salvatore sotto una cornucopia di domande senza risposta: sarebbero morte lo stesso, quelle 6000 persone in più, se il generalissimo avesse considerato di avere ancora solo sei anni di vita e avesse preferito investire i suoi lauti stipendi in una lunga vacanza in qualche paradiso tropicale? Se Garcia Ruiz non fosse esistito, o se per assurdo le droghe fossero state legali e il loro mercato libero come quello delle non meno pericolose autovetture, avremmo avuto più o meno morti? Quanto sarebbe costata l'operazione ai contribuenti? Di più o di meno? Sarebbe stato possibile piegare i narcotrafficanti (a quel punto narcocommercianti) al pagamento delle tasse? Quelle tasse, avrebbero potuto aiutare alcuni di quei (mica tanti, purtroppo) tossicodipendenti davvero intenzionati a cessare la loro dipendenza? Come sarebbero state impiegate le forze di polizia e dell'esercito, gli aerei e gli elicotteri di cui costoro, per combattere la guerra contro la realtà, hanno sempre maggior bisogno? La guerra alla droga è solo un benefico mezzo per la creazione di posti di lavoro legali (polizia) a scapito del lavoro nero (narcotraffico)? La polizia ed il governo messicani combattono il narcotraffico per aiutare la società o per aiutare la polizia e il governo? La negazione di un dato di fatto, l'imposizione di modelli comportamentali in conflitto con la naturale espressione della società in cui si muove l'individuo, l'imposizione della democrazia, sono sogni davvero realizzabili a suon di morti, miliardi di dollari, giubbotti antiproiettile e voli a bassa quota? Se così fosse, riusciremo in soli sei anni ad estirpare il cancro della droga dalla nostra società, ad abolire ogni forma di tirannia, a fermare l'escalation di violenza, omicidi e rapine che va avanti dal pliocene?
Il problema della droga è vivo anche qua da noi, in Italia, e non è certo l'unico. Cosa accadrà quando il governo italiano deciderà di mettere fine alla ecatombe d'asfalto, quando deciderà di puntare elicotteri e fucili contro i responsabili di 617 incidenti stradali giornalieri, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di 860? Nel 2005 si sono verificati più di 225 mila incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di più di 5 mila persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità: a quando un giro di vite contro gli autotrafficanti? Ommioddio, pensa il Salvatore, c'è da pensare anche all'alcool: l’assunzione eccessiva di alcool provoca, ogni anno in Italia, il decesso di circa 30 mila persone. A quando reparti speciali anti-osteria? E poi, e poi c'è il fumo, anzi ci sono i fumi quelli attivi e quelli passivi - nonostante le lodevoli imprese dei precedenti governi - che mietono ogni anno 53000 (!) anime (non è dato comprendere se il dato distingua morti per fumo passivo di sigaretta da morti da fumo passivo di smog, né se esitano fumatori attivi di smog).
Beh, vedremo, pensa il Salvatore: intanto combattiamo la droga con tutte le armi, ovunque e senza sosta dall'Afghanistan al Messico, diciamo no (e un forte no) a quel massacro che in Italia vede coinvolti anche 3.800.000 (!!!) pacifici consumatori di cannabis (mai un decesso, ma questa è storia e non fantastatistica per cui non conta), una piaga che in Italia ha registrato nel 2005 un numero di cadaveri per overdose pari a 603 (vedi pubblicazione sul sito del governo). Solo s-e-i-c-e-n-t-o-t-r-e?! Deve esserci un errore, è un numero quasi deludente considerando che ogni anno, in Italia, 29 mila persone cominciano ad abusare di eroina e 9 mila di cocaina (si stima il parco consumatori di cocaina intorno alle 700.000 unità ). Così deludente che quasi vien voglia di farsi. In effetti bisognerebbe sommare i morti in conseguenza anche indiretta, e si tornerebbe così a parlare di autovetture, psicofarmaci che ti addormentano sul lavoro e della detestabile velocità del mondo moderno, delle rapine finite male e dei drogati che muoiono per caso ma che drogati restano pure dopo morti, a beneficio delle statistiche.
Il Salvatore vorrebbe far scomparire le droghe e tutti i morti ma non sa come fare, così, per ora senza risposte, contempla le statistiche e si fa due conti in tasca, bestemmia forte contro il cielo tra una percentuale e l'altra, torna nella sua grotta a meditare, elaborare, cercare la via nel mare dei numeri e dei segni. Altri salvatori armano gli eserciti e riempiono le carceri.
Il Salvatore - 2
Thu, Dec 2006 05:48
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Una rapina a mano armata su tre in Australia e' commessa da persone in cerca di denaro per comprare droga. La ricerca dell'Istituto australiano di criminologia, sostenuto dai contribuenti, identifica due tipi di rapinatori. Il primo gruppo e' formato da professionisti impegnati in rapine ad alto rischio, per pagare i debiti e sostenere le famiglie, ed e' poco probabile che usino droghe, mentre i componenti del secondo e piu' numeroso gruppo sono consumatori regolari di droghe. Lo studio indica inoltre che circa il 10% di chi commette rapine a mano armata sono donne, e che la gran maggioranza dei rapinatori condannati in Australia ha meno di 30 anni di eta'. Circa l'80% sono di discendenza europea e gli altri sono asiatici, aborigeni ed originari delle isole del Pacifico.
Subito dopo il Salvatore scopre l'assioma secondo cui tossicodipendenza implica delinquenza.
Nel presentare il rapporto, Steve Allsop dell'Authority per la droga e l'alcool dichiara che le persone dipendenti da droghe diventano disperate e ricorrono al crimine. 'Vi e' una forte correlazione fra tossicodipendenza e reati di violenza', ha aggiunto. 'E il messaggio qui e' molto chiaro: se investiamo in interventi preventivi, possiamo ridurre significativamente l'incidenza di tali crimini'.
Il Salvatore si propone ovviamente di fare qualcosa per risolvere l'incresciosa situazione. L'idea di Steve Allsop pare ottima, ma forse si può fare di meglio.
Investire in interventi preventivi: come non dirsi d'accordo? Proposte politiche che non vanno più in là dell'investire in qualcosa di non ben definito per la costruzione di un mondo migliore. Un messaggio chiaro, univoco, l'unica risposta possibile da chi vuol salvare capra e cavoli. Ma se non si tiene particolarmente a salvare il mondo dal dramma della droga, ed è il caso del Salvatore, si possono contemplare vie alternative. Innanzitutto resta da stabilire la validità di certi assiomi, in secondo luogo invece di agire per conto di indimostrabili teorie si potrebbe pensare di valutare la situazione e scegliere la via meno dolorosa e più economica per migliorare la vita di chi si vuol drogare e quella di chi non si vuol drogare, in onore dei dimenticati principi di semplicità ed economia. E' in fondo una questione di obiettivi: si vuol estirpare il problema droga (salvare il mondo) o eliminare i crimini connessi (migliorare il mondo)? Se per assurdo l'obiettivo diventasse quello di far diminuire le rapine connesse alla necessità di reperire fondi per l'acquisto di droga, si potrebbe pensare di liberalizzare la coltivazione della cannabis, dell'oppio e di quant'altro necessita all'introduzione di droghe nel mercato, rendendo accessibili a prezzi ragionevoli (nel caso della marijuana, dei funghi allucinogeni e di molte altre sostanze addirittura nulli, non necessitando di raffinazione o particolari trattamenti) sostanze il cui costo è al momento determinato da chi regola il mercato delle droghe: lo stato. Chissà se Steve Allsop, salvatore dell'umanità, contemplerà in futuro strade alternative di progressivo miglioramento dello status quo. Magari, chissà, magari in un mondo immaginario destinato a scomparire nel 2012, potremmo sentirlo dichiarare: Che senso hanno questi investimenti e questa prevenzione nebulosa in un mondo destinato - comunque - ad esaurirsi nel giro di sei anni?
Il Salvatore - 1
Mon, Dec 2006 04:00
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Individuata e sequestrata una specie di marijuana migliorata geneticamente, piu' piccola di quella comune, in grado di resistere alla 'fumigazione', cioe' all'irrorazione degli erbicidi con l'impiego di velivoli speciali: lo dichiara l'esercito messicano impegnato in una strenua lotta alla droga. Secondo il generale Manuel Garcia Ruiz, una delle caratteristiche piu' sorprendenti di questa specie di pianta, scoperta per la prima volta nel 2003, e' che 'cresce in qualsiasi tipo di terreno e non necessita di particolari cure [...] Per arrivare al tipo di seme piantato oggi, in passato sono stati necessari diversi trattamenti messi a punto da biologi, chimici, ecc.'. La notizia sulla marijuana 'transgenica' e' stata resa nota durante un incontro del Gruppo operativo Michoacan, attivo nel Messico occidentale per combattere la criminalita' organizzata e sradicare le piantagioni di droga presenti nel territorio. Il fatto che le foglie di questa specie di marijuana siano piu' piccole (la pianta non misura piu' di 1.5 metri d'altezza), e quindi si possano piantare in zone meno estese, secondo il generale Ruiz, e' un problema in piu', perche' rende piu' complicata la loro individuazione e lo spargimento di una sostanza erbicida via aerea.
Il Salvatore nasce, scopre alcune cose interessanti e pensa.
Sostanza erbicida via aerea: estirpare il problema alla radice è un metodo cui governi di tutto il mondo ricorrono di frequente, con risultati spesso inferiori o almeno diversi dalle aspettative. In attesa che Ruiz elabori una nuova strategia per salvare il mondo dalla marijuana, vien da chiedersi quanta sostanza erbicida fumino ogni giorno i "soggetti a dipendenza" dovendo ricorrere al mercato clandestino della droga: l'unica droga "sicura" per il consumatore - non necessitando di raffinazioni o tagli che ne alterano in modo più meno aleatorio e pericoloso la composizione - segue il destino delle altre (cocaina, extasy, speed, hashish..) grazie ai salvatori del mondo. Da un lato la vituperata manipolazione genetica - approccio alla natura che per gran parte dei consumatori consapevoli di marijuana equivale più o meno ad un crimine contro l'umanità -, dall'altro l'utilizzo di agenti chimici (quali non è dato sapere) che inevitabilmente entrano nel circolo, avvelenando erba, terra, acque, fumatori. Come se il fumo non fosse già abbastanza dannoso di per sé.
Il Salvatore - 0
Fri, Dec 2006 11:47
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Ogni giorno centinaia di eroi si adoperano in tutto il mondo per difendere il pianeta. Ogni giorno centinaia, migliaia di politici, militari, saltimbanchi, statisti e teleimbonitori cercano (tra alterne fortune) di salvare il mondo dalle piaghe della società moderna. I loro sforzi vengono riferiti al telegiornale, sono oggetto di dibattito nei talk show e spesso figurano negli editoriali delle più importanti testate. I Salvatori del Mondo sono in grado di compiere (almeno a parole) qualunque impresa, ma sono incapaci - per la loro stessa natura di supereroi - di confrontarsi con la realtà. Raramente vi capiterà di incontrarne uno per la strada, eppure quotidianamente schiere di supereroi impalpabili suggeriscono modi e strategie per la sconfitta del male, forniscono statistiche ed elaborano soluzioni. Chi sono i Salvatori del mondo? E' possibile aiutarli nella loro encomiabile opera?
Da queste pagine Il Salvatore si ripropone, affiancando l'Apokarev nella sua opera di demistificazione, di commentare le loro mirabolanti uscite e di aiutarli nella loro opera con suggerimenti e idee alternative: salvare il mondo è un'impresa non da poco, serve l'aiuto di tutti e Il Salvatore è ben determinato a fare la sua parte per fare in modo di arrivare al 2012 purificati, pronti a essere sottoposti al Giudizio Finale.