Il Salvatore - 4
Wed, Jan 2007 06:18
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Sito web propagandava uso droga
Campobasso: polizia postale lo sequestra e denuncia titolare
(ANSA) -CAMPOBASSO, 17 GEN- La Polizia postale ha sequestrato a Campobasso un sito internet che propagandava l'uso di droga e ha denunciato il titolare, di 26 anni. Il sito dava una serie di informazioni utili per la coltivazione, preparazione e consumo di sostanze allucinogene. Indicava i metodi per l'assunzione e ne descriveva gli effetti. Il sito era diviso in diverse sezioni: guida per l'uso, cosa prevedere durante i 'viaggi allucinogeni', consigli per l'uso, la pianta, la sua cura e la sua trasformazione.
Lungi dal fornire l'indirizzo del sito in questione, l'antefatto ci mostra un pericoloso istigatore ventiseienne a cui è stata giustamente tappata la bocca. Il Salvatore, dotato del pur sempre rimarchevole potere dell'onniscienza, ha fatto due conti e qualche tentativo, scoprendo in breve che probabilmente i solerti eroi della polizia postale si sono occupati di far cessare i crimini perpetrati su www.psicoattivo.it e hanno dato una violenta spallata ai crimini connessi, l'indotto oscuro della libera informazione. Non è dato in questa sede sapere di cosa si parlasse con esattezza sul portale giustamente incriminato - tra l'altro il Salvatore non è solito perdere tempo nel ricercare informazioni, un altro dei vantaggi derivanti dal pur sempre auspicabile potere dell'onniscienza - e il sito in questione deve averlo visitato al massimo un paio di volte. Comunque e a prescindere, la questione appare chiara: " Il sito dava una serie di informazioni utili per la coltivazione, preparazione e consumo di sostanze allucinogene. Indicava i metodi per l'assunzione e ne descriveva gli effetti."
Queste attività, come saprete, sono giustamente illegali nell'interesse della società, che in questo modo viene messa nella condizione di raggiungere la salvezza dell'anima più rapidamente e con semplicità, per altro senza ricorrere a pericolose pratiche sciamaniche che prevedono l'assunzione di funghi dagli effetti sorprendenti. Allo stesso modo, per il maggior giovamento della comunità, lo stato italiano, così come altri, impiega valenti programmatori ed esperti informatici, i moderni reggimenti che vessillo al vento proteggono le italiche genti da stupratori, pedofili, pornografi, drogati, truffatori, cultori dello sballo, diffusori di informazioni vietate, rapinatori virtuali, sniffatori di password, pirati del satellite calcistico, manovratori di bit scambiati in peer to peer. Oltre a provocare l'inevitabile crollo delle dipendenze, la chiusura del pericoloso portale delle droghe suggerisce ulteriori azioni che il Salvatore si permette di suggerire:
http://it.wikipedia.org/wiki/Bong
http://it.wikipedia.org/wiki/Marijuana
http://it.wikipedia.org/wiki/Psilocibina
http://it.wikipedia.org/wiki/MDMA
Ovviamente seguire l'intera struttura dei collegamenti è impresa improba, tuttavia balza all'occhio come sul sito in questione, nel giro di cinque minuti, sia possibile diventare esperti Signori della Droga. Essendo la struttura di wikipedia analoga a quella delle comuni enciclopedie, ci si aspetta conseguentemente il ritiro dal commercio delle varie Treccani.
Sicuro di un prossimo intervento della formidabile e preparatissima polizia postale, il Salvatore in attesa di perquisizioni si permette un ulteriore suggerimento. Posare gli occhi sulla grafica ideata dai valenti operatori dello stato, solitamente fornitori di un operato ineccepibile, è fuorviante, quasi fastidioso. L'intera opera di Salvazione ne risulta distorta, sembra quasi che un ragazzino di cinque anni abbia messo le mani sul computer di papà Poliziotto: risulta evidente che la mancanza di fondi porta gli eroici paladini della Salvezza a risparmiare su tutto, anche sui colori utilizzati, col risultato che l'opera di santificazone del web ne esce ridimensionata, lascia il dubbio che si tratti di una gigantesca burla. Per questo motivo e per null'altro da queste righe e non da altrove, il Salvatore propone fermamente di istituire un'apposita tassa, imposta o balzello, che consenta alle questure di tutta Italia di dotarsi di appositi grafici Salvatori dallo stile accattivante.
Commenti
L'Apokarev - 10
Sat, Jan 2007 08:54
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Quando parliamo, io e il Salvatore, abbiamo ben poche cose chiare.
Uno. L'odio e la paura ci aspireranno in un buco nero senza altra dimensione ad attenderci all'altro capo dell'imbuto.
Due, la strategia della tensione è l'invenzione più sfruttata del secolo nei confronti del gregge: pare funzionare piuttosto bene.
Tre, il migliore a PES3, 4, 5 rimango io. Tutto il resto è una grande idea confusa, aggrovigliata intorno ad un semplice, nitido nucleo centrale, che non confessiamo quasi mai, ma che intimamente diamo per certo. La stravolgente unica verità è una cosa banale, non difficile da trovare, non richiede pesanti sedute di venti anni appollaiati su un albero senza mangiare, nessuna illuminazione sulla via per Damasco. Non essendo questo grande segreto, se persino io ed il Salvatore lo conosciamo, tanto vale che i tredici visitatori medi di Ciumeo ne siano partecipi.
L'unica cosa necessaria nella vita, quindi, è la capacità di amare. Più della capacità di sognare. O forse sono la stessa cosa. Questa è la sola attività umana necessaria, situata esattamente all'altro capo del mondo che ci viene offerto in pasto. Là risiede la verità tanto quanto il nostro qui è il regno del falso. Dell'imitazione della realtà. Della finzione che sostituisce la realtà. Del reality show imperante, della notizia affamata di sangue. Della necessità di protezione dal terrorismo islamico, dai criminali extracomunitari, dal clima extraordinario, dalle tasse extra, dalla sfiga extrema e dalla luna nera delle stupide famiglie sbagliate di Cogne ed Erba. Il regno della paura e della solitudine.
In tempi non troppo sospetti, scrivendo lucidamente una postfazione a Il Mondo Nuovo (1932) dal titolo Brave New World Revisited (1958: vedi articolo), Aldous Huxley pose il problema globale sulla sovrappopolazione che avrebbe reso in breve il pianeta terra difficilmente vivibile. Ora, per quanto questa ipotesi possa essere probabilmente confutata (con una migliore distribuzione e razionalizzazione delle risorse, ad esempio), rappresenta comunque un'idea affascinante e concreta scaturita da un semplice ragionamento contadino. Le risorse globali sono limitate, abbiamo superato i sei miliardi di esseri umani ed alcuni popoli (al contrario di noi folli) non sembrano ritenere una buona idea smettere di trombare come dei conigli. Vacche magre, cari miei.
Credo che questo pensiero sia piaciuto molto ai teoconservatori e credo (fedele alla mia indole complottista) che una governance mondiale preveda gli scenari, in onore all'indole propria di tutti gli uomini occidentali, e cerchi di assumere i comportamenti meglio atti a guidare il prossimo futuro del pianeta, seriamente messo a dura prova dalla proliferazione indiscriminata di quei trombatori imbelli. La paura è un buon deterrente, la paura è un buon consumatore, la paura rende l'animale docile: apprendimento, si chiama. La paura serve.
O, per dirla con il dottor Erich Fromm: "La nostra società occidentale contemporanea, nonostante il progresso materiale, intellettuale e politico, è sempre meno capace di condurre alla sanità mentale, e tende a minare invece la sicurezza interiore, la felicità, la ragione, la capacità d'amore nell'individuo; tende a trasformarlo in un automa che paga il suo insuccesso di uomo con una sempre più grave infermità mentale, con la disperazione che si cela sotto la frenetica corsa al lavoro e al cosiddetto piacere." Nitido.
Per questo io e il Salvatore ci capiamo. Amare è l'unica cosa necessaria della vita. Amare il prossimo, il mondo, le cose che facciamo, la vita e noi stessi, lungo tutto il corso di questo mezzo sputo che abbiamo ancora da passare, è l'ultimo esercizio che vale la pena, mentre il tempo si fa corto. E anche se non sempre ci riesce possibile farlo, sapere che comunque è una possibilità, l'unica valida.
Il Salvatore - 3
Thu, Jan 2007 12:04
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Il Salvatore ogni giorno studia i suoi colleghi, cerca, in qualche modo e se vogliamo, di apprenderne i segreti e ampliarne il messaggio: il Salvatore sostanzialmente si propone di salvare i salvatori allitterando. E così, non troppo per caso, il Salvatore incontra nuovamente il valido generale Manuel Garcia Ruiz e gli domanda come stanno procedendo i lavori di redenzione.
Nonostante i 7.000 uomini che ho dislocato due settimane fa per combattere la violenza del narcotraffico negli stati di Michoacan e Sinaloa - risponde il generale dal sito dell'Aduc - tra domenica e ieri (25/12, n.d.S.) i killer delle diverse bande hanno ucciso 17 persone. Ad Acapulco, nello stato di Guerrero, colmo come sempre di turisti, alle prime ore dell'alba di domenica due sconosciuti sono entrati in un bar del centro e invece di ordinare un caffè hanno lanciato due granate, una delle quali e' esplosa provocando 11 feriti, due dei quali gravi. Si aggiunga che un giovane di 25 anni e un poliziotto sono stati assassinati ieri a Uruapan, nello stato di Michoacan, dove, quattro giorni fa, ho lanciato la seconda fase dell'operazione congiunta antinarcotraffico. In pratica, stiamo assistendo a una sfida delle bande contro l'inedita iniziativa del Governo per arginare l'incessante violenza che, nel corso di quest'anno, ha gia' registrato 565 morti, 38 dei quali poliziotti.
Il risultato delle strategie elaborate dal valoroso Ruiz è dunque un'interessante ecatombe finanziata dai contribuenti, una catena di morte i cui anelli sono spesso ignari cittadini che di droga non vorrebbero nemmeno sentir parlare. Forte dei successi riscontrati, dopo i 7.000 militari inviati tre settimane fa nello stato di Michoacan, zona ovest del Paese, per arginare il narcotraffico e la feroce violenza che lo caratterizza, il governo del presidente Felipe Calderon (de' Calderoli?) ne ha dislocati oggi altri 3.300 nello stato di Tijuana, allo scopo di affrontare il cartello dei fratelli Arellano Felix, da anni la piu' potente organizzazione messicana che controlla l'invio della droga negli Stati Uniti. Non permetteremo che nessuno stato sia ostaggio della malavita organizzata, ha assicurato il ministro degli interni, Francisco Ramirez Acuna nel dare il via all'operazione, che, tra l'altro, conta su 21 aerei, 9 elicotteri e 28 imbarcazioni. Al di la' degli ingenti carichi di ogni sorta di droga diretti per lo piu' negli Usa, solo l'anno scorso, nello stato di Tijuana, nella lotte tra bande rivali vi sono stati 530 morti. Facciamo due conti, un esercizio mentale.
In proposito, ieri (02/01/006, n.d.S.), la Commissione per la sicurezza pubblica della Camera dei deputati, ha reso pubblico un documento in cui si afferma che nei sei anni (2001-2006) del mandato del capo dello stato Vicente Fox, gli scontri tra i cartelli della droga e dei loro killer contro le forze dell'ordine hanno provocato 9.000 vittime, la meta' delle quali nello stato di Michoacan. A poco a poco, strapperemo dalle mani della malavita organizzata le nostre strade e le nostre città, ha assicurato alla tv Calderon de' Calderoli, mentre il deputato Franciscos Santos, del Partito della rivoluzione democratica (Prd) di sinistra e membro della Commissione ha riconosciuto che l'operativo in corso nella regione di Michoacan ha già un po' ridotto il numero degli omicidi da narcotraffico.
Bene, diventiamo seriamente verbosi: ipotizzando un bel 530 morti X 6 anni, otteniamo la scoraggiante cifra di poco più di 3000 morti: grazie all'intervento dell'esercito però, ai morti nelle lotte tra bande possiamo aggiungere quelli delle forze dell'ordine, quelli procurati direttamente da forze governative, quelli che passavano lì per caso durante una ritorsione, l'ennesimo attentato dei narcos contro lo stato (?). Ecco che finalmente intravediamo la via che può dar ragione di quei 9000 corpi senza vita.
La qual cosa, inevitabilmente, seppellisce la mente ottenebrata del Salvatore sotto una cornucopia di domande senza risposta: sarebbero morte lo stesso, quelle 6000 persone in più, se il generalissimo avesse considerato di avere ancora solo sei anni di vita e avesse preferito investire i suoi lauti stipendi in una lunga vacanza in qualche paradiso tropicale? Se Garcia Ruiz non fosse esistito, o se per assurdo le droghe fossero state legali e il loro mercato libero come quello delle non meno pericolose autovetture, avremmo avuto più o meno morti? Quanto sarebbe costata l'operazione ai contribuenti? Di più o di meno? Sarebbe stato possibile piegare i narcotrafficanti (a quel punto narcocommercianti) al pagamento delle tasse? Quelle tasse, avrebbero potuto aiutare alcuni di quei (mica tanti, purtroppo) tossicodipendenti davvero intenzionati a cessare la loro dipendenza? Come sarebbero state impiegate le forze di polizia e dell'esercito, gli aerei e gli elicotteri di cui costoro, per combattere la guerra contro la realtà, hanno sempre maggior bisogno? La guerra alla droga è solo un benefico mezzo per la creazione di posti di lavoro legali (polizia) a scapito del lavoro nero (narcotraffico)? La polizia ed il governo messicani combattono il narcotraffico per aiutare la società o per aiutare la polizia e il governo? La negazione di un dato di fatto, l'imposizione di modelli comportamentali in conflitto con la naturale espressione della società in cui si muove l'individuo, l'imposizione della democrazia, sono sogni davvero realizzabili a suon di morti, miliardi di dollari, giubbotti antiproiettile e voli a bassa quota? Se così fosse, riusciremo in soli sei anni ad estirpare il cancro della droga dalla nostra società, ad abolire ogni forma di tirannia, a fermare l'escalation di violenza, omicidi e rapine che va avanti dal pliocene?
Il problema della droga è vivo anche qua da noi, in Italia, e non è certo l'unico. Cosa accadrà quando il governo italiano deciderà di mettere fine alla ecatombe d'asfalto, quando deciderà di puntare elicotteri e fucili contro i responsabili di 617 incidenti stradali giornalieri, che causano la morte di 15 persone e il ferimento di 860? Nel 2005 si sono verificati più di 225 mila incidenti stradali, che hanno provocato il decesso di più di 5 mila persone, mentre altre 313.727 hanno subito lesioni di diversa gravità: a quando un giro di vite contro gli autotrafficanti? Ommioddio, pensa il Salvatore, c'è da pensare anche all'alcool: l’assunzione eccessiva di alcool provoca, ogni anno in Italia, il decesso di circa 30 mila persone. A quando reparti speciali anti-osteria? E poi, e poi c'è il fumo, anzi ci sono i fumi quelli attivi e quelli passivi - nonostante le lodevoli imprese dei precedenti governi - che mietono ogni anno 53000 (!) anime (non è dato comprendere se il dato distingua morti per fumo passivo di sigaretta da morti da fumo passivo di smog, né se esitano fumatori attivi di smog).
Beh, vedremo, pensa il Salvatore: intanto combattiamo la droga con tutte le armi, ovunque e senza sosta dall'Afghanistan al Messico, diciamo no (e un forte no) a quel massacro che in Italia vede coinvolti anche 3.800.000 (!!!) pacifici consumatori di cannabis (mai un decesso, ma questa è storia e non fantastatistica per cui non conta), una piaga che in Italia ha registrato nel 2005 un numero di cadaveri per overdose pari a 603 (vedi pubblicazione sul sito del governo). Solo s-e-i-c-e-n-t-o-t-r-e?! Deve esserci un errore, è un numero quasi deludente considerando che ogni anno, in Italia, 29 mila persone cominciano ad abusare di eroina e 9 mila di cocaina (si stima il parco consumatori di cocaina intorno alle 700.000 unità ). Così deludente che quasi vien voglia di farsi. In effetti bisognerebbe sommare i morti in conseguenza anche indiretta, e si tornerebbe così a parlare di autovetture, psicofarmaci che ti addormentano sul lavoro e della detestabile velocità del mondo moderno, delle rapine finite male e dei drogati che muoiono per caso ma che drogati restano pure dopo morti, a beneficio delle statistiche.
Il Salvatore vorrebbe far scomparire le droghe e tutti i morti ma non sa come fare, così, per ora senza risposte, contempla le statistiche e si fa due conti in tasca, bestemmia forte contro il cielo tra una percentuale e l'altra, torna nella sua grotta a meditare, elaborare, cercare la via nel mare dei numeri e dei segni. Altri salvatori armano gli eserciti e riempiono le carceri.
L'Apokarev - 9
Thu, Jan 2007 11:47
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Guardavo il retro della banconota da un dollaro, e ho visto questo simbolo. Ok, mi ero abituato male, lo confesso. Alcune certezze le consideravo incrollabili e su queste fondamenta costruivo contorte elucubrazioni e voli del pensiero che, per lo più, mi facevano passare la giornata. Ora tutto viene messo in dubbio, ancora.
Pensavo, ad esempio, che Comunismo e Cattolicesimo fossero due termini in sostanziale contraddizione, i protagonisti di una battaglia che ha serpeggiato più o meno per tutto il ventesimo secolo, destinata a continuare in eterno; un po’ come Lupin III e Zenigata. Sono le ultime ideologie per cui in famiglia (ho uno zio comunista vecchio stile e una nonna cattolica vecchio stile) si creano divisioni, liti, contrasti mai sopiti. Un parroco una volta mi disse che il Comunismo era il Cattolicesimo, che l’amore universale rendeva tutti uguali.
Doveva aver bevuto alcune grappe di troppo.
Cattocomunismo già di per se è cacofonico, figurati se funziona. E invece, alle soglie dell’anno MenoSei, o duemilasette che dir si voglia, il nostro emerito Presidente della Repubblica si schiera in “sintonia” con la S.M.Chiesa, e invia un saluto beneagurante al Pontefice. Il giorno dopo il Papa ricambia i saluti cordialmente. Finalmente mia nonna può riabbracciare mio zio. Il mio Prete Grappa aveva forse ragione?
Mi ero abituato male, che posso farci. Pensavo che il mondo fosse dominato dalla valuta verde, che i petroldollari mi avrebbero perseguitato fino alla tomba, che gli interessi mondiali si giocassero intorno ai faccioni stampati di Washington, Lincoln, Grant e compagnia, mi ero addirittura preparato un Apokarev solo ed unicamente per parlare del dollaro, dei simboli massonici inseriti nella banconota da uno (vedi articolo: Simbolismo esoterico nel dollaro statunitense?), del Novus Ordo Seclorum scritto sotto la Piramide, del Dominio Mondiale, del concetto che gli economisti conoscono come Egemonia del Dollaro, dell’accordo di Bretton Woods, del FMI, della Banca Mondiale e del WTO.
E invece, alle soglie del MenoSei, ecco che l’Euro supera il caro vecchio verdone, in volume di scambi, nella quantità in circolo. Ecco che il birbone Iraniano (il prossimo Diavolo sul piatto d’argento) inizia a commerciare beni e petrolio in Euro (Ansa 18-12-2006 18:29, "Iran schiaffo agli USA"), a stringere alleanze con Cina, India, Russia, Siria, dando inizio a un interessante quanto pericoloso effetto Domino (vedi l’articolo “Che succederebbe se l’OPEC passasse all’Euro?”, da cui cito: “…le nazioni importatrici di petrolio dovrebbe mettere in uscita i dollari dalle rispettive riserve delle banche centrali, e rimpiazzarli con gli euro. Il valore del dollaro precipiterebbe, e le conseguenze sarebbero quelle di un qualsiasi collasso di una moneta: inflazione alle stelle (vedi Argentina), i fondi stranieri in fuga dal mercato dei valori nord-americano e ritiro dei fondi dalle banche come nel 1930” ).
Mi ero abituato malissimo, non c’è dubbio. Tutte le mattine del primo dell’anno, sin da quando ero piccolo, mi ritrovavo con la mia famiglia a mezzogiorno davanti alla TV per assistere al concerto di capodanno trasmesso da Vienna, con i valzer degli Strauss, la direzione di Zubin Mehta, le danze nelle stanze del castello di Schonbrunn e tutta quella pompa magna Imperiale stile Ceccobeppe, la marcia di Radetzky e l’ottimismo dell’inizio. Molto mitteleuropeo.
E invece, il primo del duemilasette non c’è Shonbrunn e mi trovo la Fenice di Venezia, non c’è Strauss, il valzer e ci sono Doninzetti, Verdi, Paganini, Rossini. Non c’è Mehta e c’è un Giapponese che dirige l’orchestra. Poco mitteleuropeo. Sono precipitato in un’altra dimensione.
Stordito, sorseggio la colazione e penso al futuro.
Penso che il cattocomunismo, nato ai tempi della Resistenza, dato per morto e sepolto più volte è un gatto dalle sette vite e dalle nove code. Non muore mai e quando c’è è buono per flagellarsi. Chissà che direbbero il Prete Grappa, mia nonna e mio zio.
Penso che il primo a scegliere di cambiare il petrolio in Euro è stato l’ex dittatore iracheno e che non ha fatto una gran bella scelta. Perlomeno per la sua incolumità. Se ripartisse la retorica contro “l’asse del male” verso l’Iran saremmo fritti. Mi tocco: vorrei arrivarci a vederlo, il 2012.
Penso a Vienna ed agli Strauss.
L’aria mitteleuropea sostituita dal Và Pensiero, tutto sommato, mi smuove dentro qualcosa. Sul finale del pezzo sento addirittura un brividino repubblicano passarmi lungo la schiena.
Bah, penso. Vediamo.
Il MenoSei ci aspetta.