Il Salvatore - 7

sc
Ricerche e statistiche per tutti i gusti
Come sua abitudine il Salvatore legge le notizie sul sito dell'Aduc e si imbatte nei novelli illusionisti della ricerca. Si permette dunque alcune considerazioni.

Entro il 2010 un quarto dei nuovi casi di schizofrenia nel Regno Unito saranno causati dal consumo di cannabis.

L'incipit non sembra lasciare scampo: sarebbe interessante sapere cosa causerà la schizofrenia dei restanti 3/4: una società invivibile, il mondo del lavoro, la famiglia, predisposizioni genetiche: in assenza di dati, scegliete quel che preferite.

Secondo uno studio pubblicato dalla rivista 'Addiction', le persone che consumano regolarmente sostanze stupefacenti hanno una probabilita' fino a sei volte superiore alla media di sviluppare una forma di schizofrenia.

Fino a sei volte? Una probabilità probabile, il nuovo miracolo delle scienza statistiche: il tetto massimo d'incidenza. Salvo dimenticare - fenomeno che passa sotto il nome di sospensione della realtà - che, ahimé, non esiste alcuna dimostrazione scientifica della correlazione tra schizofrenia e consumo di cannabis, tanto meno di un rapporto di causa effetto in una qualsiasi delle direzioni possibili.

L'uso della canapa indiana, che nel 2004 nel Regno Unito e' stata declassata da droga di tipo B a C, si e' quadruplicato negli ultimi 30 anni e tra gli adolescenti il suo consumo sarebbe aumentato di 18 volte. Cio' potrebbe portare ad un aumento del 29% dei nuovi casi di schizofrenia entro il 2010.

Occhio all'uso del condizionale, nuova frontiera della comunicazione scientifica. Un consuma aumenta o non aumenta. Persino i dati del passato sono una previsione incerta. Ieri ho lasciato la presa su una mela: stando ai risultati, essa avrebbe raggiunto il suolo. La nuova scienza stabilisce che, forse, un corpo sottoposto alla forza di gravità terrestre precipita verso essa.

I ricercatori hanno esaminato l'aumento del consumo di marijuana e i nuovi casi di schizofrenia a Nottingham, Bristol e nel sobborgo londinese di Southwark. Finora all'uso di cannabis veniva associato l'8% dei casi di schizofrenia.

Finora? E poi cosa è cambiato? E come? Non è dato saperlo. Ma soprattutto, Bristol è rappresentativa del mondo? Secondo la nuova scienza sì: tutto il mondo è paese.

'Il nostro studio non cerca di dimostrare che la cannabis causa direttamente la schizofrenia, che e' ancora una questione controversa,
ma e' chiaro che se si parte da questo presupposto il numero di casi di schizofrenia salira' significativamente a fronte di un aumento del consumo di questa droga', ha dichiarato John Macleod, uno degli autori della ricerca.

Non so se mi fiderei della ricerca di qualcuno che parte da presupposti tipo: non c'è alcuna correlazione dimostrata tra l'andare in macchina e il vedere gli alieni. Ma se partiamo dal presupposto che una correlazione esiste, visto il crescente numero di guidatori, ne risulta che gli avvistamenti alieni sono in rapida crescita.

Il Dipartimento della salute afferma che i medici sono quasi tutti concordi nell'affermare che la cannabis e' un 'importante fattore causale' delle malattie mentali e lo scorso anno l'Advisory Council on the Misuse of Drugs aveva indicato che ci sono molti legami tra il consumo di marijuana e le malattie psicotiche.

Certamente. Quali legami? In che misura? Esistono anche per altre sostanze, attività, comportamenti? quali? Le affermazioni dei medici sono suffragate da prove scientifiche? Se uno è medico può affermare quel che preferisce? I medici sono più intelligenti di noi? Salvaguardano la nostra salute disinteressatamente? Hanno ragione? Non è dato saperlo. Si ricorda a titolo informativo che i medici ci hanno praticato salassi, ci hanno fatto succhiare dalle sanguisughe, ci hanno lobotomizzati, elettroshockati, hanno reso cocainomani migliaia e migliaia di donne dismenorroiche, hanno creato e diffuso l'eroina: secondo i loro studi e la sperimentazione effettuata, alla luce dei primi risultati, secondo le statistiche, stando alle ricrche sulle cavie e aglie sperimenti in laboratorio erano buone idee.

I risultati di questo rapporto arrivano dopo che ieri un gruppo di scienziati aveva proposto di rivedere la classifica delle sostanze dannose per la salute ponendo alcool e tabacco molto al di sopra della canapa indiana.

Un caso? Magari il signor John Macleod è proprietario di un'azienda agricola o di una rivendita di tabacchi? Non è dato saperlo. Di certo, non si fabbricano più i John Macleod di una volta. In un lampo di lucidità il Salvatore ammonisce: "Le droghe sono pericolose, l'alcol nuoce alla salute, il tabacco può uccidere, ogni cosa con cui si entra in contatto è potenzialmente letale. L'eutanasia uccide esattamente come il suicidio. L'unica cosa che possiamo fare per sopravvivere in questo inferno è appropriarci della nostra vita e della nostra libertà di scelta".

Quante ricerche, ogni giorno? Quante statistiche? Un sistema di controllo e propaganda avvalorato da un supposto approccio scientifico cui danno ascolto milioni di persone, e a cui si appoggiano a fasi alterne i politici di una proibizione e quelli di un'altra. Le leggi e le scelte di un paese sono determinate da "statistiche", le formazioni politiche si aggregano e si sfaldano in base alle previsioni, sappiamo quanti giovani alticci muoiono al sabato sera ma non si a idea di quanti soberrimi lavoratori si schiantino settimanalmente sulle strade di tutta Italia. La ricerca e le statistiche pilotano gli investimenti delle multinazionali, la cura per il cancro è dietro l'angolo (ma il cammino è ancora lungo, a seconda di quel che si vuole ottenere, consenso, solidarietà o denaro). Le statistiche ci dicono quante ore di lavoro perderà l'Italia se non si vaccina, e gli esperti danno mostra di credere davvero a quel che stanno raccontando. Il Salvatore dopo breve intervista a campione scopre che il 100% dei suoi conoscenti non si è vaccinato quest'anno, e che il 100% dei suoi conoscenti non ha avuto l'influenza: il campione è esiguo, ma il Salvatore come gli altri non vi dice quanti, quali, dove, come. Vi dice che in base alle statistiche vaccinarsi è una stronzata. Vi dice che il mercoledì sera è obbligatorio mettersi alla guida solo dopo aver assunto dosi massicce di psilocibina, perché stando alle statistiche il mercoledì sera nessuno muore per guida in stato di grazia. Il Salvatore scopre che il vino riduce la possibilità di dire cose sensate, che la cannabis previene il mal della pietra e che la masturbazione amplia gli orizzonti della mente ma riduce le diottrie. Il Salvatore si mette a fare ricerca e statistiche: e vi racconta quello che cazzo crede.

Il 2012, stando alle statistiche, è più vicino di quanto sembri.

Commenti

Il Salvatore - 6

ipod28bv
Il molto rumore del niente

Il Papa è un animale strano, parla sempre più spesso di ogni cosa e sempre meno di Dio. Sircana è un animale che si fa ritrarre in pose da puttaniere e impiega settimane per far passare, a fatica, il concetto di "Ma saranno cazzi miei?". C'è insieme a tutte le altre bestie nel recinto il Mazzucca, direttore di QN (la triade di giornali di area destra) che è un animale che naviga a vista, vecchio e probabilmente orbo, il quale tra un editoriale sensato e uno da da mettersi le mani nei capelli lascia che la Parsi si faccia animale illeggibile in languidi temi da scuola elementare. Mastrogiacomo è un animale paraculato e ora - dice lui - felice, che io non conosco: so che se fossi una guida o un autista con famiglia a carico gli farei volentieri la pelle appena mi sale in macchina, per precauzione ora che so come stanno le cose, e già che ci siamo per rubargli tutto quel che ha addosso, ora che so a chi importa di chi e per cosa. A Erba c'è un animale che ha ucciso la moglie di un'altro animale, a me non importa un cazzo nè dell'assassino, nè della morta nè del marito ferito. E' un po' che non si sente parlare della femmina di animale che ha ucciso, fra le valli di Heidi, il figlio: meglio così, perchè non me ne fotte un cazzo né di lei né del suo avvocato, dei RIS del ROS e dei NAS. Non mi piace questa pubblicità subliminale alle nuove serie di culto. Ci sono animali che ignorano l'uso della sintassi, della punteggiatura, della comunicazione di base: sono ovunque nel recinto. C'è una donna straniera mezza rifatta e con l'aria oggettiva da puttana che dice che non sapeva degli intrallazzi del suo animale paparazzo, sposato forse per amore o forse per errore: le puttane di solito sono per strada mezze strafatte, questa va contro natura, i paparazzi invece dovrebbero imparare a scattare foto decenti, magari frequentare qualche corso. Non è il soggetto ma la tecnica di costoro, il vero orrore. Un corso magari in carcere, ecco, non me ne frega un cazzo, dovrebbe pensarci la giustizia umana e non il Salvatore: e dovrebbe farlo senza clamore complice. Il comunistissimo animale del Livorno pubblica un dvd che ci racconta quanto sia figo fare il comunista a Livorno e non dare importanza al denaro: lo sappiamo da noi, e noi se non c'importasse del denaro pubblicheremmo le storie e le considerazioni su internet oltre che attraverso canali tradizionali (cosa che fra l'altro facciamo, ma che passa sotto silenzio perché non siamo centravanti): giusto per non obbligare nessuno a comprare le nostre stronzate per verificare con mano che sono davvero stronzate. Nel recinto ci sono figli di senatori come La Russa e parenti di dittatori come la Mussolini, che è un animale che non sembra mai sapere quel che dice, basta che lo dica urlando. Figli d'arte in ogni campo, inetti animali che volano a Washington per cenare con animali femmina negri strafatti di potere bianco, e da lì, tra una portata e un buon bicchiere di vino italiano, ci raccontano di come le cose siano distese e i rapporti amichevoli, per poi contraddirsi una decina di volte nelle ore seguenti: problemi digestivi da animali sempre ingordi e mai paghi, mai domi. Ci sono animali che esportano modelli per altri animali, ci sono bestie musulmane che combattono per i loro ideali e bestie per ogni religione e credo che vogliano illuminarci, a parole o con le fiamme. C'è una bestia vecchia e qualunquista che fa il presidente dello stato, ci sono bestie voltagabbana che mi hanno licenziato e mi rivolgono belle parole evidenziando i danni del sistema precario del lavoro. C'è un animale di nome Fausto che da quando ha poltrona e scorte esulta alla liberazione del paraculato di turno mentre teste più degne rotolano al posto della sua: ha perso punti persino nella stima di mio padre, un fascista dabbene che lo credeva un degno avversario. Ci sono animali che sostengono la lotta all'AIDS, bestie che combattono i tumori e animali che vendono auto e idee un giorno via l'altro. Ci sono bestie illuse che vogliono sconfiggere il male il dolore la morte, bestie che si fumano due pacchetti al giorno e citano in giudizio le case produttrici di tabacco. Ci sono bestie che regalano 200 cavalli ai figli e poi si costituiscono in fondazioni per le vittime, e piangono le bestie martirizzate che hanno creato. Ci sono bestie assassine strabiche che danno del killer alle strade, al fumo, alla nebbia. Ci sono animali che si rovinano con la droga, bestie politiche che digiunano a mesi alterni, e bestie che vedono un danno sociale in una cosa e darebbero la loro poco utile vita per questo, e poi chiudono l'occhio sul danno dell'amico accanto. Bestie che vendono vino a bestie che si ubriacano e si uccidono. Ci sono animali ovunque e c'è un vicino di casa di cui ignoro nome, cognome, gusti, attività, interessi, amicizie, parenti. Nel mio quartiere c'è un animale che si fa schifo quando si guarda allo specchio, e in casa mia ce n'è uno che ne ha le palle piene anche di sé stesso, ed è così ogni giorno che quell'animale che ci governa mette in terra: visto che manca così poco, perché non fare tutti uno sforzo di volontà, perché non smetterla con le puttanate da lobby dell'informazione petroldollarifera almeno fino al 2012? Fateci schiantare in pace, basta col terrore.
Amen.
Commenti

L'Apokarev - 11

Baby Angel- Cherub
Quando i morti si desteranno
C'è stato un tempo non molto lontano da ora, nel quale la fine del mondo era un argomento per pochi eletti, relegato a menti deviate e, c'è da ammetterlo, persino di cattivo gusto. I sostenitori di tali tesi potevano essere scovati, a essere fortunati, allo speaker's corner in Hide Park a Londra, su qualche sito Internet o in sette frequentemente dedite alla deprecata pratica del suicidio di massa. Per questi motivi diventare Apokarev mi ha fatto storcere la bocca, sulle prime. Essere accomunato ai suddetti non era certo nelle mie priorità. Poi qualcosa è cambiato: l'eletta schiera degli accoliti si è estesa a macchia d'olio. Fino ad arrivare ai politicanti. Fino a diventare la notizia clou del duemilasei. E in effetti l'ultimo anno solare è stato un vero e proprio fioccare di notizie e previsioni catastrofiche, al punto che indossare i panni dell'Apokarev è diventato di moda, e allora, impavido come sempre, mi sono accodato al gregge di cui sono pastore.
Ora: tutti lo sanno, è la vera notizia globale. Forse la prima, dopo la morte di Gesù Cristo. Il mondo è destinato a finire, a morire, in malo modo pare, se (se: termine chiave) i comportamenti dell'uomo continueranno a questo ritmo. Una conferenza del gennaio scorso, data in pasto alle fagocitanti ed affamate fauci dell'opinione pubblica, certifica (Corriere della sera. "Clima: Terra si sta scaldando più del previsto") che effettivamente, tutto sommato, considerati tutti i fattori, insomma, pare proprio che, per dirla tutta, ecco, senza titubanze, stavolta bisogna proprio dire che è certo, si può porre un punto definitivo che faccia chiarezza di tutti i dubbi: il riscaldamento globale è colpa dell'effetto serra e quindi l'uomo ha le sue colpe e si sta suicidando, ha inventato una nuova setta cui, volenti o nolenti, si è iscritti sin dalla nascita. Chirac: “Dobbiamo comprendere che abbiamo raggiunto un punto di non ritorno e che abbiamo causato danni irreparabili'. Good morning. Intanto è stato firmato un documento da 46 paesi tra cui l'Italia, sull'istituzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'ambiente (Uneo) per fronteggiare le minacce provocate dai cambiamenti climatici (ma non figurano tuttavia Stati Uniti, Cina, Russia e India, i quattro principali responsabili delle emissioni di gas serra). Molto bene. Good luck.

Tutto questo porta spontaneamente ad una considerazione. Ma cosa è la fine? La morte, non quella generica, ma la nostra, la mia, quella di chi legge in questo istante, cosa vuol dire? E perché, al di là dei macabri ed ovvi risvolti della questione, siamo restii a parlarne? Perché questo tabù? Perché, in senso lato, siamo impreparati alla fine, al termine di qualsiasi cosa? E come mai, viceversa, ci prende un senso di morbosa attrazione quando finisce e muore qualcosa che non ci appartiene, quando siamo solo spettatori? Perché la fascinazione estrema dell'immagine di un uomo che muore, meglio se reale? Perché l'istinto di fermarsi a guardare un incidente mortale sull'autostrada? Che gioia sarebbe poter vedere questo mondo collassare e implodere, come una stella, per attendere frementi il bagliore immenso dell'esplosione finale. Peccato che la terra non sia una stella. Peccato che non saremo mai solo spettatori.
Evidentemente c'è un atteggiamento duale di fronte alla morte.
La amiamo tranne quando ci tocca. Allora la temiamo, la fuggiamo con tutte le nostre forze.
La nostra cultura non ci prepara a cercare di capire, scandagliare, ma semmai ad allontanare la morte con ogni mezzo. L'allontanamento, la non accettazione della vecchiaia (per mezzo di lifting, creme, palestre, etc.) e l'inseguimento del mito dell'immortalità sono solo gli esempi più evidenti di una cultura della non morte. Allora, come al solito a ridosso del 2012 come siamo, cosa ci trattiene dal rivedere, oltre al resto, il nostro modello di morte?

Credo che appaia ancora a molti che il mondo collasserà, se collasserà, entro un centinaio di anni. E' sempre molto, tutto sommato. Capiterà, con quel se a salvarci la coscienza, ai nostri figli. Forse ai nostri nipoti, se mai ne avremo. E' uno scenario che eccita morbosamente la curiosità, permettendoci di continuare ad agire in tutti i campi esattamente come prima, come se niente fosse. Quando capiremo che non ci sarà permesso vedere la fine da spettatori, ma che saremo attori principali, in quel momento inizieremo ad agire per evitare che il peggio accada.
Paradossalmente, vedere la nostra morte è l'unica cosa che può salvarci.
Commenti