Trenta (quasi gli anni di Cristo)

Enno Galiencio rifiuta di dimettersi nonostante le proteste della base primaria. Non solo: con un colpo di mano autoritario pubblica senza alcun preavviso il trentesimo, mediatico capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Da leggere sfoggiando un'immotivata fiducia nel futuro.
Commenti

Grande romanzo SIC

Ebbene, sono aperte le iscrizioni: http://www.scritturacollettiva.org/blog/grande-romanzo-aperto-sic-reclutamento
Accorrete.
Commenti

C.M. #22


"Anima in carbonio", che chiude l'ultima trilogia di Francesco Innanziadio, è stato in testa alle classifiche di vendita del 1° maggio. L'incomprensibile vena ironica dei precedenti lavori del pluripremiato autore è, in questo caso, del tutto asservita alle più bieche logiche di mercato: i due motociclisti, che avevamo lasciato in preda a terribili allucinazioni indotte dalla mescalina al termine del precedente invendutissimo "Destino di ferro", si troveranno una volta ancora a fare i conti col perfido Zev Kabrisky, confinati all'interno di un autodromo post-atomico, sorvegliato dal temuto Cancello Senziente. Comunque da leggere.

(da "Cronache minime")
Commenti

Quota 29

Non è mica morto, Enno Galiencio, ma si sa, la Grande Crisi Planetaria genera orrori e ritardi nella pubblicazione degli attesi capitoli. Non perdiamoci d'animo: è finalmente disponibile il ventinovesimo, motivazionale capitolo di "Un'imprevedibile concatenazione di eventi". Da leggere con un occhio alla Decrescita e l'altro alle molotov.
Commenti

C.M. #21


Paolo sta viaggiando a centotrenta sull'autostrada, pioviscola. Giusto dietro una curva appare una fila. La frenata non è impossibile, anche se brusca, quindi rallenta con una certa sicurezza e si ferma a pochi metri dal furgone di fronte. Quando d'istinto guarda nello specchietto retrovisore, trecento metri indietro vede una forma impossibile. Sembra un ippopotamo sul ghiaccio, un ippopotamo in preda al panico. E' a questo punto che Paola si rende conto che è un camion. Lo vede ribaltarsi, il cassone si divide dalla cabina. Questa sfonda il guardarail e finisce nei campi sottostanti con un tuffo magnifico. Paolo guarda il cassone continuare la sua scivolata nello specchietto retrovisore: sta diventando sempre più grande.

(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
Commenti

C.M. #20


Quando dopo tutto quel tempo rivide per caso il padre, Vincenzo Del Cima non riuscì a credere ai propri occhi: all'età di quarantotto anni, faceva ancora la spogliarellista.

(da "Cronache minime")
Commenti

C.M. #19


Una mattina Fausto ha aperto il ripostiglio, ha preso un martello ed è sceso di sotto. A quel punto ha messo in pratica il piano che aveva concepito, per scherzo, assieme all'amante.

(da "Cronache minime")
Commenti

C.M. #18


La nuova pubblicità della macchina dei sogni è azzeccata, non c'è che dire. La modella pare maiala al punto da far supporre che ti vendano anche lei, con il mezzo. E il cartellone gigante, in bella mostra nella sala d'attesa dell'aeroporto, ha certamente una funzione subliminale. E infatti Giovanni entra in bagno e si masturba. Quando esce, due uomini si stanno lavando le mani. Non si girano, ma a lui sembra che quello di destra lo abbia osservato, nel riflesso dello specchio. Giovanni và all'imbarco. Fra trenta minuti, sul sedile accanto al suo, conoscerà l'ultima persona della sua vita, Anna.

(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
Commenti

C.M. #17


Silvano non l'avrebbe mai immaginato. Finire manganellato nel 2007, in piena democrazia dell'alternanza, mentre sei lì che ti fai i cazzi tuoi. Come ai tempi dei fascisti, anzi peggio: magari avessi la possibilità di schierarmi da qualche parte. Tempi moderni, pensa appena un attimo prima di perdere conoscenza: i carabinieri e i celerini sono figli della politica, non hanno più alcun colore e menano a caso.

(da "Cronache minime")
Commenti

C.M. #16


Avvolto da un'onda elettromagnetica il surfista cosmico è testé scomparso, inghiottito dall'infinito.

(da "Cronache minime")
Commenti

C.M. #15


Guido Bulleri è come al solito assorto nel suo esercizio preferito: dare un nome a tutte le persone che vede sfrecciare al di là del finestrino. Tutto a un tratto lo scompartimento si riempie di transessuali. Il commercialista patavino, dopo un comprensibile attimo di smarrimento, prova invano a comprendere di cosa stiano discutendo, così animataemente. Ecco, - pensa senza riuscire a comprendere granché - Agnes, Imaculada, Pilar, Dulce... Soraia e Mota. Ma sarà davvero un nome brasiliano, Mota? Comunque non ci piove, sono brasiliani, perché di portoghesi così belli non se ne sono mica mai visti.

(da "Cronache minime")
Commenti

C.M. #14

Guida lentamente, dalla costa all'entroterra, appesantito dallo spuntino. Alle spalle lascia un sole indeciso. Di fronte, una muraglia di nubi scure, compatte, per nulla invitanti. A pochi chilometri dall'ufficio si ritrova sulla linea di confine: scompaiono le persone, scompaiono le ombre, compare qualche ombrello, e subito le prime gocce prendono a colpire il parabrezza. Ancora qualche metro e il suo sguardo viene irrimediabilmente attratto da un mezzo arcobaleno all'orizzonte, ne segue la curva e lo immagina proseguire. Come per incanto, alla sua sinistra, l'arcobaleno interrotto riprende vita e conclude il suo arco, lontano, dietro ai palazzi. Grossi chicchi di grandine stanno ora martellando la carrozzeria, sullo sfondo nero si alternano saette e schianti secchi che nemmeno la radio a tutto volume riesce a coprire. Edoardo parcheggia, bestemmia perché ha lasciato l'ombrello a casa. Scende, e subito un fulmine lo centra in pieno.

(da "Cronache minime")
Commenti

C.M. #13


Dopo una notte agitata, senza praticamente aver chiuso occhio, Marino si precipita in cucina e accende il televisore. Quando comprende di averla fatta franca, tira un sospiro di sollievo e va in ufficio con uno strano sorrisetto sul volto: gli ha fatto uno strano effetto sentirsi chiamare pirata sul tg regionale.

(da "Cronache minime")
Commenti

C.M. #12


Uscendo dalla doccia si arrestò alcuni secondi, gocciolante, lo sguardo fuori dalla finestra ricoperta di condensa. Era stato un attimo, nel quale i suoi sessantacinque anni di vita si erano dispiegati completamente, finalmente con ordine. Una mattina di sole. Sarebbe entrato nella camera da letto, l'avrebbe svegliata, come sempre. Stavolta le avrebbe detto: "cara, dobbiamo divorziare."

(C.M. gentilmente concessa da egaliga)
Commenti

C.M. #11


Giusto ieri era ancora disponibile in tutte le librerie il nuovo romanzo dell'infaticabile Francesco Innanziadio, "Cuori d'acciaio". La storia, prima parte della trilogia ambientata in una imprecisatata terra desolata e governata dal truce Zev Kabrisky, narra le alienate vicende di una coppia di motociclisti in cerca di benzina: meno brillante dei precedenti lavori, il romanzo ha resistito sugli scaffali solo pochi giorni, e le giacienze di magazzino saranno utilizzate per cavarne la carta riciclata del successivo "Destino di ferro", già in fase di editing.

(da "Cronache minime")
Commenti